Venezuela, blitz USA a Caracas: catturati Maduro e la moglie. Washington annuncia una fase di controllo del Paese

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Nelle prime ore della notte, mentre in Italia erano già le 7 del mattino, Caracas è stata scossa da sette forti esplosioni e dal sorvolo di aerei militari a bassa quota. È iniziata così l’operazione “Absolute Resolve”, una massiccia azione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.

Secondo quanto riferito da fonti americane, l’operazione ha coinvolto oltre 150 velivoli, la neutralizzazione delle difese aeree venezuelane e l’ingresso nella capitale di elicotteri delle forze speciali. Maduro e la moglie sarebbero stati trasferiti negli Stati Uniti, dove dovranno affrontare accuse federali legate a narcotraffico e terrorismo.

Il blitz, voluto dall’amministrazione Trump, arriva al termine di una lunga escalation militare nella regione. Da inizio settembre, le forze armate statunitensi hanno condotto più di 30 attacchi contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga nei Caraibi e nel Pacifico orientale, causando oltre 110 vittime. Il primo episodio, il 2 settembre, aveva già sollevato forti polemiche dopo la rivelazione di un cosiddetto “secondo passaggio” effettuato per uccidere due sopravvissuti.

A dicembre la tensione è ulteriormente aumentata: il 10 del mese gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera The Skipper al largo delle coste venezuelane, seguita da una seconda petroliera il 20 dicembre. Una terza nave è invece riuscita a sfuggire all’abbordaggio. Le operazioni sarebbero partite dalla portaerei USS Gerald R. Ford, presente nella regione da settimane nell’ambito di un rafforzamento militare più ampio.

Washington ha chiarito l’obiettivo politico dell’operazione: processare Maduro e Flores negli Stati Uniti e avviare una fase di controllo diretto del Paese. «Gli Stati Uniti governeranno il Venezuela fino alla transizione», ha dichiarato Trump, collegando esplicitamente la durata della presenza americana alla ricostruzione delle infrastrutture petrolifere. «Le compagnie energetiche finanzieranno i lavori e il petrolio venezuelano verrà poi venduto alla Cina e ad altri Paesi».

Il presidente ha inoltre ammesso che il Congresso non è stato informato preventivamente dell’operazione per «evitare fughe di notizie».

Sul fronte interno venezuelano, Trump ha affermato che la vicepresidente Delcy Rodríguez — già insediata come presidente ad interim — avrebbe avviato contatti con il segretario di Stato Marco Rubio, mostrando disponibilità a collaborare pienamente con Washington. Al contrario, è stata esclusa dalla guida del Paese María Corina Machado, leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, ritenuta da Trump priva di «sostegno sufficiente e del rispetto necessario».

«È arrivata l’ora della libertà», ha dichiarato Machado, pur restando ai margini del nuovo assetto politico delineato dagli Stati Uniti.

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