Affitti universitari, la corsa alla stanza cambia calendario

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La ricerca di una stanza universitaria non si concentra più soltanto alla fine dell’estate. Il semestre filtro di Medicina divide la domanda in due momenti: il primo tra settembre e ottobre, quando cominciano le lezioni; il secondo tra febbraio e marzo, dopo gli esiti delle prove e gli eventuali cambi di sede. A modificare il mercato è anche la crescita delle residenze universitarie sostenuta dal Pnrr. L’arrivo di nuovi posti letto comincia a incidere sulle scelte degli studenti e, nelle città con un’offerta più ampia, sottrae una parte della domanda alle locazioni tradizionali. Il segnale più evidente arriva da Milano. Secondo la rilevazione di SoloAffitti, una stanza singola costa tra 500 e 650 euro al mese, con punte che raggiungono i 700. Le richieste, però, diminuiscono. Un andamento che il rapporto collega anche alla maggiore disponibilità di studentati: nel capoluogo lombardo e nella sua provincia i fondi del Pnrr hanno finanziato 1.538 nuovi posti letto.

A Roma lo scenario è diverso. Nelle aree periferiche i canoni rimangono sostanzialmente stabili, mentre nelle zone vicine alla Sapienza, alla Luiss e alla Lumsa aumentano tra il 5 e il 10 per cento. Per una singola nella fascia più alta del mercato si può arrivare a mille euro. Le abitazioni precedentemente destinate agli affitti brevi e riconvertite per gli universitari possono raggiungere i 1.500 euro per una doppia. Nella Capitale risultano già ultimati duemila posti letto finanziati dal Pnrr; altri 2.369 sono previsti a Frosinone. A Roma, accanto a studentati e affitti privati, c’è anche un’altra risposta. L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata promuove “Insieme siamo migliori”, il progetto che mette in contatto studenti fuori sede in cerca di un alloggio a costi sostenibili e cittadini con una stanza disponibile. Le convivenze già avviate trasformano la condivisione della casa in un’occasione di aiuto reciproco e di incontro tra generazioni e culture diverse. I prezzi continuano a salire anche a Firenze, dove una singola raggiunge i 750 euro nel centro storico e nella zona del polo delle Scienze sociali. A Napoli la forbice è più ampia: si parte da 300 euro e si arriva a 590, mentre i nuovi posti programmati per l’anno sono 1.624. Nei centri universitari meno richiesti i canoni restano più contenuti. A Potenza si trovano stanze a partire da 150 euro; Teramo e Reggio Calabria rimangono sotto i 300. Proprio al Mezzogiorno è destinato almeno il 40 per cento dei 60mila posti letto finanziati dal Pnrr.

Il mercato degli affitti universitari continua dunque a muoversi a velocità diverse. Nelle città più attrattive la pressione sui prezzi non si arresta; dove cresce l’offerta di residenze, invece, cominciano a cambiare anche gli equilibri della domanda.

Valentina Alavro

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