Medicina, il semestre filtro è un flop: meno candidati più posti disponibili

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Il calo delle iscrizioni al semestre filtro di Medicina non riguarda soltanto Roma. I numeri registrati alla Sapienza e all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, riportati da La Repubblica, si inseriscono in una tendenza nazionale: gli aspiranti medici diminuiscono proprio mentre aumentano i posti disponibili. Alla Sapienza i candidati sono circa 5 mila, quasi mille in meno rispetto allo scorso anno. All’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono poco più di mille, contro i circa 2.100 del 2025. In palio, rispettivamente, ci sono 1.918 e 580 posti. La flessione emerge anche dai dati diffusi dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Gli iscritti al semestre aperto di Medicina e Chirurgia per l’anno accademico 2026-2027 sono poco più di 52.300, contro i 54.313 dell’anno precedente: oltre duemila in meno, pari a una diminuzione del 3,7 per cento. Non è una fuga da Medicina, ma il primo segnale di assestamento dopo il debutto di una riforma che, presentata come il superamento del numero chiuso, ha in realtà spostato la selezione dall’ingresso alla fine del primo semestre. Le porte dell’università si aprono a tutti, ma per restare occorre superare gli esami nazionali di Biologia, Fisica, Chimica e propedeutica biochimica e conquistare una posizione utile nella graduatoria. Il primo anno ha mostrato quanto il percorso possa essere impegnativo. Dei circa 54 mila  iscritti iniziali, sono stati 22.688 gli studenti risultati idonei per 17.278 posti disponibili. Tutti i posti sono stati coperti, ma circa 5 mila candidati, pur avendo raggiunto l’idoneità, non hanno potuto proseguire in Medicina e hanno dovuto rivolgersi ai corsi affini indicati al momento dell’iscrizione. Lo scorso anno l’abolizione del test preliminare aveva attirato una platea molto ampia e composita: neodiplomati, studenti già iscritti ad altri corsi, persone più avanti con l’età e candidati che in passato avevano tentato senza successo il tradizionale test d’ingresso. La possibilità di cominciare subito le lezioni aveva fatto apparire Medicina più accessibile. Poi è arrivata la prova dei fatti. Frequenza obbligatoria, tre materie scientifiche da preparare contemporaneamente, esami nazionali e una graduatoria dalla quale dipende la prosecuzione degli studi. Il numero chiuso non è scomparso: si è spostato più avanti, dopo mesi di lezioni, studio ed esami. E quest’anno chi si iscrive sa meglio che cosa lo attende. A diminuire, però, sono i candidati, non i posti. Per il 2026-2027 le disponibilità complessive per Medicina e Chirurgia salgono a 27.001, circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Considerando anche Odontoiatria e Medicina veterinaria, si arriva a 30.225 posti: 23.495 nelle università statali e 6.730 negli atenei non statali, secondo i dati  del Ministero riportati anche dall’Ansa⁠. L’aumento non è distribuito in modo uniforme. Come ha evidenziato Il Fatto Quotidiano, una parte significativa della crescita riguarda gli atenei privati, nei quali il semestre filtro non viene applicato e l’accesso continua a seguire procedure autonome. Il rischio è che l’ampliamento dell’offerta non si traduca, per tutti, nelle stesse opportunità: nelle università non statali tasse e costi possono infatti diventare una selezione ancora precedente a quella accademica. Il  rapporto tra candidati e posti, intanto, si restringe. Nel sistema statale gli iscritti diminuiscono del 3,7 per cento, mentre le disponibilità aumentano. Entrare a Medicina potrebbe quindi diventare statisticamente meno difficile, anche se la competizione resta alta e continua a concentrarsi in pochi mesi. Le lezioni inizieranno il 1° settembre. Il primo appello nazionale è fissato per il 10 dicembre, il secondo per l’11 gennaio 2027. Rispetto allo scorso anno, gli studenti avranno più tempo per prepararsi e potranno utilizzare la piattaforma gratuita realizzata da CRUI e CISIA, con materiali didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione e simulazioni delle prove. Il Ministero considera il calo fisiologico, legato alla fine dell’effetto novità. Ma il dato può raccontare anche altro: il semestre filtro non ha cancellato la selezione, ne ha soltanto spostato il momento. Non si resta fuori prima di cominciare, ma dopo aver frequentato le lezioni, preparato gli esami e investito mesi nel tentativo. Le porte di Medicina si sono aperte a tutti; attraversarle, però, non significa essere ancora entrati.

Valentina Alvaro

EB

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