Che cosa scelgono i medici quando possono decidere quasi liberamente la propria specializzazione? Tra i primi mille classificati al concorso nazionale del 2026, 247 hanno scelto Malattie dell’apparato cardiovascolare. Nessuno, nello stesso gruppo, ha scelto Urologia. È un confronto che colpisce, ma va letto per quello che misura: fotografa le preferenze dei candidati con i punteggi più alti, non quelle di tutti i medici che hanno partecipato al concorso. I dati sono stati elaborati dall’Associazione liberi specializzandi e riportati dal quotidiano ‘la Repubblica’.
Dopo la specializzazione cardiovascolare, tra i primi mille arrivano Dermatologia, con 131 scelte, e Oftalmologia, con 109. Seguono Neurologia (82), Endocrinologia (56), Pediatria (54), Chirurgia plastica (48) e Malattie dell’apparato digerente (45). Le 131 scelte di Dermatologia hanno coperto tutti i posti disponibili nella disciplina; quelle di Oftalmologia ne hanno occupato il 51%.
Scendendo nella graduatoria delle preferenze, il divario si fa ancora più netto. Igiene, Malattie dell’apparato respiratorio e Chirurgia pediatrica sono state scelte da due medici ciascuna. Medicina legale, Medicina nucleare, Radioterapia e Chirurgia toracica hanno registrato una scelta a testa. Per Urologia e Chirurgia vascolare, invece, nessuna scelta tra i primi mille. Questo dato non dice che le due specializzazioni siano rimaste senza iscritti a livello nazionale: riguarda soltanto una parte della graduatoria.
Le assegnazioni complessive raccontano un’altra parte della storia. Secondo l’analisi riportata da la Repubblica, in questa prima fase è stato assegnato l’89% dei contratti, contro l’84% dell’anno precedente. Il miglioramento generale, però, convive con posti ancora scoperti in alcune discipline. Medicina d’emergenza-urgenza ha registrato 649 ingressi per 985 contratti disponibili; Radioterapia, 86 candidati per 149 posti. Il concorso, dunque, non restituisce soltanto il numero dei medici che entreranno in formazione. Mostra anche dove si concentrano le loro scelte e quali scuole faticano a coprire i posti. È questa la distanza che i numeri di quest’anno rendono visibile, senza che lo zero registrato per Urologia tra i primi mille possa essere scambiato per uno zero nazionale.
Valentina Alvaro



