Calici Diffusi chiude la seconda edizione, a Palazzo dei Priori il racconto della Tuscia “oltre il calice”

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Quando ci si avvicina ad una degustazione le aspettative sono quelle della scoperta di un territorio e di una realtà, spesso nuovi, tramite la massima espressione dei prodotti che la terra insieme all’uomo posso dare vita: il vino. E quando collochi questa esperienza all’interno di un contenitore fatto di impegno sociale, sviluppo delle potenzialità turistiche, descrizioni chiare semplici e mai banali e ultimo ma non meno importante, un ambiente suggestivo dal punto di vita storico e panoramico, quello che stai vivendo è Oltre il calice. Evento nell’evento, approfondimento dedicato ai vini della Tuscia viterbese nella  seconda edizione di Calci diffusi a Viterbo.

Ultima dei sei incontri proposti alla fine del secondo weekend di Calici diffusi, aperta da Paolo Bianchini, ideatore e organizzatore, diventa una serata di bilanci e di ringraziamento. Serata di consapevolezza e orgoglio. con la testa in avanti già proiettata al futuro. 

E quando un evento raccoglie tutte queste figure, arriva il momento di lasciare spazio a tutti. 
Al consigliere Marco Nunzi delegato alle attività produttive del centro storico, come custode della città e del palazzo che ci ospita, manifestando l’interesse di dare voce e lustro al turismo viterbese. 
L’aspetto sociale oltre culturale descritto da Alessandra Dosi della cooperativa sociale terzo tempo. 
Luigi Pagliaro presidente slow food Viterbo e Tuscia a ricordarci la consapevolezza della materia prima e del consumo responsabile. Pulita e giusta. 
E per ultimo l’ospite d’onore della serata. Il vino della Tuscia maremmana. Accompagnato e introdotto da Carlo Zucchetti. Enogastronomo con il Capello. 

Su un sottofondo di cicale con alle spalle la fontana in una terrazza storica del cortile del Palazzo dei Priori circondati dalle sfumature di un bel tramonto estivo, attendono sei calici per altrettanti vini scelti come ambasciatori di un terroir unico nel suo genere.  Tra Viterbo e la costa tirrenica, passando dal lago di Bolsena e volgendo verso il mare, tra una geologia di Vulcani monti volsini e le pianure maremmane, si sviluppano vigneti originari con Procanico e Trebbiano toscano, e vigneti che hanno ritrovato la lora espressione come il Montepulciano e il vermentino. 

Una degustazione coinvolgente e non una lezione, un gioco fatto di indizi e abbinamenti, alla scoperta di due Rossi con un rosato e tre bianchi (elenco e caratteristiche sotto). Come dalla stessa materia prima si possano ottenere sapori e profumi anche diversi tra loro. L’esperienza e la volontà di ogni produttore di dare una firma caratteristica al loro prodotto, anche e spesso con tecniche biologiche e biodinamiche. Storie di queste produttori che si intramezzano alla presentazione di ogni calice, tramite la loro stessa voce. Fieri certo di offrire vini di qualità e al contempo contenti di raccontare come la vita e gli sforzi li abbiamo portati a diventare uomini di vino. 

I vini protagonisti della degustazione “Oltre il Calice”
KyathosPodere La Tagliata (Ischia di Castro)
Petra RosatoMaurizio Pio Rocchi (Cellere)
ProcanicoLotti Bio (Tuscania)
SoremidioTenuta Sant’Isidoro (Tarquinia)
Brezza d’Estate (Trebbiano) – Le 3Montagne (Canino)
Riflesso (Vermentino) – Valentini Tenuta (Montalto di Castro)

In abbinamento gastronomico
Specialità della Macelleria ALA
Formaggi della Piccola Formaggeria Artigiana

Massimo Librizzi

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