Angelo Barraco scrive di Nicolo’ Mannino

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Antoniu Martin, storico e giornalista

Giornalista e scrittore di fama nazionale. esperto nel ” raccontare ” eventi con una penna pulita . trasparente e credibile Angelo Barraco da anni segue – con dedizione e costanza – il cammino culturale del Parlamento della Legalita’ Internazionale offrendo il suo singolare talento sia di giornalista che di scrittore proprio per proporre all’opinione pubblica l’operato culturale e formativo di Nicolo’ Mannino. In vista dell’imminente pubblicazione del libro “Non Basta dire Basta”- “Tienici stretti a guardare le stelle “- a cura di Mannino , edito dall’editore Carlo Guidotti . Angelo Barraco ( insieme a diverse firme illustri nel panorama della magistratura, uomini delle Istituzioni e giovani ) firma una riflessione che da’ luce e colore a quanto l’amico Nicolo’ Mannino propone collaborato da migliaia di giovani su tutto il territorio nazionale . Ecco in anteprima per il nostro giornale .„Caro Presidente Nicolò Mannino, C’è uno scatto, tra i tanti che ritraggono il suo impegno, che più di altri mi ha costretto a fermarmi. Non per la sua composizione, ma per la direzione di quello sguardo. In quell’istante, sospeso nel tempo della fotografia, Lei non sta guardando il presente, non si limita a osservare ciò che accade: la sua postura e la sua intensità raccontano la volontà di cercare altrove, di puntare più in alto, verso un orizzonte che molti smettono di cercare perché stanchi dal peso del quotidiano. È da quel movimento degli occhi, da quella tensione verso l’alto, che traggo lo spunto per una riflessione che sento profondamente mia, in quanto giornalista. Il nostro mestiere, spesso, ci costringe a guardare in basso: verso la terra, verso le crepe della società, verso la cronaca nera e le contraddizioni di un Paese che fatica a trovare una sintesi. Il rischio, per chi fa informazione, è quello di restare prigionieri di questo sguardo ribassato, convinti che la realtà sia solo ciò che calpestiamo. Ma guardare alla legalità — come Lei insegna attraverso l’azione del Parlamento della Legalità Internazionale — richiede esattamente l’opposto: richiede la capacità di sollevare il capo e indicare una rotta che non si vede ancora, ma che è l’unica possibile. La comunicazione è, in questo senso, l’atto politico più alto di cui disponiamo. Noi giornalisti siamo chiamati a essere i traduttori di quella visione che Lei incarna: dobbiamo avere la capacità di far sì che quel “guardare oltre” diventi patrimonio collettivo. Se la legalità è il fondamento, la comunicazione è il ponte che permette a tutti di attraversare il fiume. Senza una narrazione onesta, senza parole che sappiano accendere il desiderio di giustizia, la legalità rischia di restare un concetto astratto, un libro chiuso. Il mio impegno, riflesso in questa pagina, vuole essere un patto: la promessa che la penna non si limiterà a registrare il declino, ma si farà strumento per raccontare la costruzione. La ringrazio per questo “promemoria visivo” che Lei mi ha involontariamente offerto. Mi ricorda che, se vogliamo cambiare la direzione di una storia, dobbiamo essere i primi a non abbassare mai lo sguardo. Con profonda stima e spirito di condivisione. (Angelo Barraco Giornalista e scrittore)”

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