Il Caracalla Festival 2025 accoglie WEST SIDE STORY come prima opera in cartellone, sul grande palco delle Terme, nell’imponente cornice archeologica tra le vestigia imperiali e i pini di Roma. Il musical più iconico del Novecento americano, con la sua voce dolorosa e appassionata nel nuovo allestimento firmato da Damiano Michieletto e diretto da Michele Mariotti, nella replica di giovedì 10 luglio, ha entusiasmato per il taglio visivo e interpretativo in cui emerge la mescolanza tra energia scenica e malinconia civile.
Il palcoscenico mostra una grandissima piscina abbandonata, un’immagine potente e disturbante. Michieletto, regista che non teme la simbolizzazione spinta, rilegge il classico americano come il racconto di un sogno infranto, la piscina è un luogo che evoca gioco, amore e giovinezza, ma che oggi accoglie la rabbia di due bande che si combattono tra le rovine del vivere civile. Su tutto la fiaccola della Statua della Libertà, caduta e spezzata incombe come altro simbolo fortissimo. Immagini che sembrano evidenziare quanto l’America abbia tradito le promesse sulle quali è nata, ma il desiderio di riscatto arde ancora, fragile e tenace allo stesso tempo.
Se la regia di Michieletto punta dritta alla lettura sociale del testo, la direzione musicale di Michele Mariotti regala al pubblico una partitura viva, pulsante, stratificata. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, qui impegnata in un repertorio raramente affrontato da un ente lirico sinfonico, trova un sorprendente equilibrio tra il “jazz feel” imposto da Bernstein e la complessità della scrittura sinfonica. Mariotti, con gesto asciutto e sensibilità teatrale, riesce a mantenere coeso un impianto musicale eterogeneo, il risultato è un flusso musicale travolgente, capace di esaltare l’ironia di “America” e la tragedia contenuta in “Somewhere”.
A sostenere questa grande architettura drammaturgica e musicale è un cast di specialisti del musical, Marek Zurowski e Sofia Caselli interpretano i giovani amanti, Tony e Maria, con credibilità vocale e tensione emotiva. Sofia Caselli riesce a coniugare innocenza e forza, mentre Marek Zurowski colpisce per l’aderenza sincera al personaggio, soprattutto nella sua dolente evoluzione finale. Il Bernardo di Sergio Giacomelli e l’Anita di Natascia Fonzetti si distinguono entrambi per energia scenica, affiancati dal Riff di Sam Brown intenso e vibrante e dagli ottimi Mark Biocca nei panni di Diesel e Felice Lungo in quelli di Chino. Oltre a tutto il resto del numerosissimo cast che si è mostrato sempre grandemente affiatato e di convincente presenza scenica.
Le coreografie, affidate a Sasha Riva e Simone Repele, rinnovano il linguaggio fisico originario di Jerome Robbins senza tradirne la carica esplosiva. Il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato restituisce un movimento fluido e rabbioso, specchio perfetto della tensione tra amore e violenza che percorre l’intero spettacolo.
Concepito nel 1957 come una rivisitazione di “Romeo e Giulietta” nella New York delle tensioni razziali, WEST SIDE STORY è oggi più che mai attuale, Michieletto e Mariotti ne offrono una lettura che non si rifugia nella visione nostalgica, ma rilancia il testo verso le urgenze del presente: la fragilità della democrazia, la lotta per l’uguaglianza, il bisogno di speranza.
Bernstein stesso, nel concepire l’opera, ne intuiva la portata rivoluzionaria: «La grande idea di fare un musical che racconti una storia tragica con i mezzi della commedia musicale, non cadendo nella trappola “operistica”. Può riuscire? Non è mai stato fatto nel nostro paese. Sono eccitato. Se funziona, è il primo». A quasi settant’anni dal debutto, quella scommessa è ancora attuale, e grazie a una regia ispirata e una realizzazione artistica di altissimo livello, al Caracalla Festival 2025 si può dire pienamente vinta.
Al Caracalla Festival 2025 WEST SIDE STORY, musical che nella sua perfetta fusione di parola, musica e danza, si conferma uno strumento potente di riflessione e commozione, parla ancora di noi, dei nostri conflitti, dei nostri desideri, delle nostre cadute e della caparbia voglia di rialzarci. Un debutto importante, forse il più significativo di questa edizione del Festival, una sfida artistica e politica apprezzatissima dal numeroso pubblico che si è trattenuto entusiasta fino al sorprendente mambo che il Maestro Mariotti ha fatto ripartire direttamente dal palco dopo gli applausi finali.
CARACALLA FESTIVAL 2025 “TRA SACRO E UMANO”
WEST SIDE STORY
Basato su un’idea di Jerome Robbins
Libretto di Arthur Laurents
Musica di Leonard Bernstein
Versi di Stephen Sondheim
Originariamente diretto e coreografato da Jerome Robbins
Direttore Michele Mariotti
Regia Damiano Michieletto
Coreografie Sasha Riva e Simone Repele
Scene – Paolo Fantin | Costumi – Carla Teti | Luci – Alessandro Carletti
PERSONAGGI E INTERPRETI: Tony – Marek Zurowski | Maria – Sofia Caselli | Bernardo – Sergio Giacomelli | Anita – Natascia Fonzetti | Riff – Sam Brown | Diesel – Mark Biocca | A-Rab – Michael Pagliaro | Mouthpiece – Raffaele Rudilosso | Snowboy – Lorenzo Longobardi | Tiger – Angelo Fasan | Action – Gianluca Cavallaro | Baby – John Paky Vicenti | Big Deal – Tiziano Edini | Gee-Tar – Andrea Gorassini | Juano – Matteo Passini | Louis – Roberto Ediogu | Anxious – Claudio Cangialosi | Toro – Mattia Capuano | Indio – Nicola Trazzi | Nibbles – Angelo di Figlia | Chino – Felice Lungo | Pepe – Jose Dominguez | Moose – Matteo Ammoscato | A girl – Sofia Barbashova | Anybodys – Giorgia Ferrara | Schrank / Glad Hand – Cristian Ruiz | Krupke – Nico Di Crescenzo | Doc – Sebastian Gimelli
Jets: Marianna Bonansone, Ginevra Grossi, Marta Melchiorre, Monica Ruggeri, Beatrice Sartori, Camilla Tappi
Sharks: Ilenia De Rosa, Erika Mariniello, Emily Riva, Giulia Rubino, Vittoria Sardo, Carolina Sisto
ORCHESTRA E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma


Loredana Margheriti



