Ursula von der Leyen seduta su un’Europa in macerie

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Sotto la pressione di Weber e di un partito popolare che domina, Ursula von der Leyen ha fatto suo il trasformismo, da un lato piegandosi alle loro richieste e dall’ altro rassicurando liberali e socialisti che con i loro voti determinati l’ hanno eletta lo scorso anno insieme ai Popolari . Ma nella discussione in aula di lunedì è emersa anche la spaccatura interna alla destra dove Fdi, sempre più a disagio all’interno di Ecr , ha annunciato il suo voto contrario alla sfiducia verso la Presidente. Possiamo affermare che Ursula con il suo modo di gestire, molto accentratore sta seminando macerie. Ma le prove più dure da superare devono ancora venire. Il dilemma sui dazi non è stato ancora risolto; la Commissione Von der Leyen che ne ha il potere , negozia in condizioni di incertezza ed enorme difficoltà, appesantita dalla divisione che vede Germania, Italia ed altri Paesi che in termini di export sono molto dipendenti dagli Usa e hanno fretta di concludere, magari giocando al ribasso . Dall’altra parte ci sono Francia e Spagna che chiedono da parte della Commissione un atteggiamento di fermezza nei confronti di Trump, perché sostengono che assecondarlo serva a ben poco. L’ altro problema sul tavolo è il Trattato di Schengen, libera circoscrizione di persone e merci, che sta a poco a poco morendo . L’ Europa senza frontiere sta crollando nel generale disinteresse della Commissione. La Polonia ha reintrodotto i controlli ai posti di confine con la Germania; a questo si aggiunga una lunga lista di Paesi che li hanno annunciati: Belgio, Italia, Slovenia, Paesi Bassi, Svezia, Francia, Bulgaria. La motivazione la sicurezza dei confini e la migrazione irregolare . Il risultato sarà un danno enorme all’ economia. Altro problema sarà il bilancio pluriennale che il 16 luglio dovrà presentare: 2028-2034. Due terzi del Parlamento e 14 governi, tra cui l’ Italia, rappresentata da Fitto, contestano la proposta della Presidente di riduzione della spesa per sopperire al riarmo . Il rapporto Draghi completamente stracciato . I Commissari sono agitati. Questo è il segnale di un dissenso verso una gestione accentratrice della Von der Leyen. Lo stesso dissenso che ha portato Elisabetta Belloni alle dimissioni, stanca di essere tenuta fuori dal nucleo che decide : il duo von der Leyen e il suo potente capo di gabinetto Bjoern Seibert.

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