Il prevalere dei peggiori sentimenti nel discorso pubblico, sta diventando la normalità. Vedendo il video realizzato con l’intelligenza artificiale, nel quale si vede il Presidente degli Stati Uniti, ridere a crepapelle mentre arrestano il suo predecessore, Obama, mi si è agghiacciato il sangue. Il fatto che Donald Trump lo abbia fatto proprio e in un certo qual senso istituzionalizzato, denota un certo spirito razzista. Lo stesso manifestato apertamente quando ha celebrato l’ apertura della prigione per gli immigrati clandestini e denominata con molta enfasi” Alligator Alcatraz” . Qualcuno sostiene che questi video siano una sorta di specchietto per le allodole, diffusi ed usati per distogliere l’ attenzione dalla vicenda Epstein. Quindi armi di distrazione di massa. Con questo voglio soltanto mettere in evidenza il fatto che nella società si sta normalizzando il male. Augurarsi il male di un avversario o che un immigrato venga sbranato dagli alligatori è diventato ” normalità”. Ma nello stesso tempo testimonia di come ci hanno fatto diventare 20 anni di social. Ci hanno cambiato dentro, opacizzando o addirittura cancellando del tutto quei valori in grado di discernere tra bene e male. E di questo, il potere ne approfitta cinicamente, modellando i suoi messaggi sulla rabbia collettiva, sulle frustrazioni, sul rancore, sulla paura e sull’ angoscia. E tutto questo accade in Occidente, quella parte del mondo che una volta difendeva i diritti umani , i valori liberali . Quell’ Occidente , all’ improvviso, sembra essersi dissolto: gli Usa vogliono distruggere commercialmente l’ Europa, il Canada , il Giappone, e mettere in crisi tutti quei valori su cui il pensiero occidentale si è forgiato e consentendogli di sentirsi ponte e non confine. Esiste il mondo delle tastiere cattive che , per fortuna, non è rappresentativo dell’ umanità, quella vera . Nonostante i social tentino, attraverso un linguaggio violento, di normalizzare la società secondo il loro standard, esiste , però, la maggioranza delle persone che non vuole annegare nell’odio e nella cattiveria.
Vent’anni di social hanno normalizzato il male
Date:



