Ucraina, allarme di Kiev: “Mosca prepara un attacco su larga scala per sabotare i negoziati di pace”. Zelensky cambia i vertici

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Gli 007 ucraini hanno lanciato un nuovo allarme su una possibile escalation del conflitto. Secondo l’intelligence di Kiev, il Cremlino starebbe preparando un attacco su vasta scala, con numerose vittime, con l’obiettivo di far fallire i colloqui di pace. Il blitz, secondo le informazioni raccolte, sarebbe previsto «attorno al 7 gennaio».

Mentre cresce la tensione sul fronte militare, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato importanti cambiamenti ai vertici del governo. Andriy Yermak, coinvolto in un’inchiesta sulla corruzione, è stato sostituito da Kyrylo Budanov, che assume l’incarico di capo dell’Ufficio del presidente. Avvicendamento anche al ministero della Difesa: via Denys Shmyhal, al suo posto arriva Mykhailo Fedorov, finora responsabile della Trasformazione digitale.

Sul fronte opposto, Mosca ha dichiarato di aver consegnato agli Stati Uniti quelle che considera le prove dell’attacco con droni contro la dacia del presidente Vladimir Putin, un episodio che il Cremlino utilizza per rafforzare le proprie accuse contro Kiev.

Intanto non accenna a diminuire la guerra dei droni tra i due Paesi. L’aeronautica militare ucraina ha riferito di un attacco notturno russo condotto con 95 droni: 80 sarebbero stati abbattuti o neutralizzati dai sistemi di difesa. Circa 60 dei velivoli lanciati erano droni Shahed, secondo quanto riportato dal sito Ukrainska Pravda. In totale, 15 UAV hanno colpito otto località, mentre frammenti di droni intercettati sono caduti in altre due aree.

Durante la notte è stato dichiarato lo stato di allerta aerea a Kiev e in numerose regioni dell’Ucraina, a causa della minaccia di un possibile impiego di armi balistiche.

Anche sul territorio russo sono stati segnalati attacchi. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto 22 droni ucraini ad ala fissa. Dodici sarebbero stati abbattuti sulla Repubblica di Crimea, sei nella regione di Krasnodar, due nell’oblast di Rostov, uno in Adighezia e uno sopra le acque del Mar d’Azov.

Il quadro che emerge è quello di una fase estremamente delicata del conflitto, segnata da un’intensa attività militare e da segnali di instabilità politica, mentre le prospettive di un negoziato restano appese a un equilibrio sempre più fragile.

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