Una vicenda che scuote il panorama mediatico e politico del Sudafrica: una nota conduttrice radiofonica, Nonkululeko Mantula, 39 anni, è comparsa oggi davanti al tribunale di Kempton Park Magistrate’s Court, accusata insieme ad altri quattro uomini di aver reclutato cittadini sudafricani per arruolarli come mercenari da inviare a combattere per l’esercito russo nella guerra in Ucraina.
I capi d’accusa
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Mantula — presentatrice presso la stazione radio SAfm, parte dell’emittente pubblica — avrebbe facilitato il viaggio e l’arruolamento di almeno quattro uomini verso la Russia. Tre di questi sono stati fermati all’aeroporto internazionale OR Tambo International Airport mentre tentavano di imbarcarsi con destinazione Russia via Emirati Arabi Uniti; un quinto sospetto — sempre collegato alla rete — risulterebbe già partito.
Tutti e cinque sono stati arrestati e verranno processati per violazione del Regulation of Foreign Military Assistance Act, la legge sudafricana che vieta ai cittadini di unirsi a forze armate straniere senza autorizzazione ufficiale.
Contesto allargato: altre accuse, propaganda e traffico di reclute
Il caso arriva nel bel mezzo di un inchiesta più ampia. Negli ultimi giorni, un’altra figura di rilievo — la figlia dell’ex presidente Jacob Zuma, Duduzile Zuma‑Sambudla — si è dimessa da parlamentare dopo le accuse di aver convinto 17 uomini sudafricani a recarsi in Russia con la promessa di formazione come guardie del corpo, salvo poi dirottarli in zone di combattimento nel Donbass.
Le autorità sudafricane hanno lanciato un forte avvertimento ai cittadini: evitare offerte di lavoro in Russia — sempre più diffuse sui social e promosse da presunti “influencer” — considerate pericolose e potenzialmente fraudolente.



