A fronte di un bilancio federale e regionale messo sotto pressione da mesi di guerra, la Russia — tradizionalmente pronta a offrire incentivi generosi per reclutare e mantenere soldati sul fronte — sta iniziando a ridurre drasticamente molti dei benefici che per anni hanno costituito l’ossatura del suo sistema di reclutamento. E la stretta non risparmia nemmeno le spese funerarie per i militari caduti.
Tagli ai premi d’arruolamento
Secondo rapporti recenti di servizi d’intelligence ucraini e media internazionali, in diverse regioni russe — tra cui Bashkortostan, Yamalo‑Nenets Autonomous Okrug, Belgorod Oblast e Nizhny Novgorod Oblast — i cosiddetti “bonus di firma” per entrare nell’esercito sono stati tagliati anche del 50-75%. In alcune aree le somme offerte sono passate da cifre intorno a 3 milioni di rubli a poche centinaia di migliaia.
Questo viene presentato come un segnale chiaro di un “problema di risorse”: dalle entrate energetiche al tracollo del bilancio pubblico, tutto sembra indicare che Mosca non è più in grado di sostenere certi costi.
Riduzione delle indennità per feriti e per famiglie dei caduti
Anche le compensazioni per i soldati feriti stanno subendo tagli drastici. Un tempo era garantito un importo fisso per ogni infortunio, oggi invece la somma dipende dalla gravità del danno: molti soldati con ferite “lievi” o medie ricevono cifre molto ridotte, lontane da quelle promesse all’inizio del conflitto.
Per le famiglie dei militari uccisi, alcune regioni — in particolare quelle del Caucaso del Nord — avrebbero eliminato del tutto le cosiddette “assistenze funerarie”: secondo fonti ucraine, le autorità locali in certe repubbliche russe hanno smesso di coprire le spese per la sepoltura dei caduti.
In almeno un caso riportato — regione di Dagestan — i parenti di decine di soldati morti in Ucraina non hanno ricevuto né compensi né supporto per il funerale.
Un’economia di guerra sempre più insostenibile
All’origine di questi tagli c’è la crescente pressione fiscale, la caduta dei ricavi da petrolio e gas, l’aumento delle spese militari. Nel bilancio federale approvato per il 2026, le spese per difesa e sicurezza ammonteranno al 38% del totale — il livello più alto dagli anni dell’Unione Sovietica.
Ma con spese così massive, sono inevitabili le rinunce a voci “di servizio” che fino a poco tempo fa erano considerate inviolabili: salari alti, bonus, favore sociale alle famiglie dei soldati, e altri incentivi che servivano per sostenere la mobilitazione continua.
Cosa significa — per la Russia e per la guerra
Questa “stretta” sui benefici militari rappresenta un segnale importante: non solo mette in discussione la capacità di Mosca di mantenere alti livelli di reclutamento su base volontaria, ma potrebbe anche alimentare malcontento nei ranghi e tra le famiglie dei combattenti. Per molti, la guerra non è più “una scelta”, ma un salto nel vuoto con scarsa protezione economica e sociale.
In più, l’eliminazione o la riduzione dell’aiuto per i caduti incrina il patto “di sangue e soldi” che finora ha contribuito a tenere unito il fronte interno.



