Stewart Copeland a Roma: l’energia di un ex-Police tra orchestra e rock

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Roma, 27 luglio 2025 – Quando Stewart Copeland — leggendario batterista e fondatore dei Police — decide di tornare in scena, lo fa in modo del tutto originale: con uno show sinfonico che reinventa le hit più amate della band. Nato ufficialmente nel 2021, Police Deranged for Orchestra è un progetto ambizioso che fonde il rock con l’orchestra, trasformando le canzoni che hanno fatto la storia in qualcosa di nuovo e sorprendente. Il termine “deranged” non è casuale: significa “scombinato, stravolto”, ma nel caso di Copeland diventa un’arte di decostruire e ricostruire, tirando fuori linee di basso dimenticate, assoli di chitarra sepolti, armonie vocali mai ascoltate così.

Domenica 27 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il batterista dei Police ha regalato una serata memorabile, a metà tra concerto rock e suite sinfonica. L’Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Attila Simon, ha dialogato con una band di lusso: Faso al basso, Vittorio Cosma alle tastiere, Gianni Rojatti alla chitarra e un trio di coriste – Sarah-Jane, Laise Sanches e Raquel Brown – a ricamare voci e armonie.

Alle 21 e 21 in punto Stewart Copeland sale sul palco, bacchette in mano, e conquista subito il pubblico con un gesto scherzoso, come a voler giocare con la platea. L’atmosfera si scalda immediatamente con Demolition Man: il volume è alto, il suono un po’ saturo, ma l’energia è contagiosa. Faso e Gianni Rojatti si scambiano sguardi complici, pronti agli attacchi, mentre Copeland tiene il controllo della scena.Terminato il brano, il batterista presenta la band e introduce la serata: “Alcuni brani li ascolterete proprio come li ricordate, altri invece sono stati stravolti per bene… vediamo se riuscite persino a riconoscerli”. E così parte una sorprendente Roxanne: tempo diverso dall’originale, le coriste ricamano vocalizzi sulla parola simbolo del brano, trasformandola in un momento di pura magia.

Prima c’era stato un King of Pain dal sapore sinfonico ma rispettoso della versione storica, impreziosito dall’impasto vocale delle tre coriste e dal classico doppio colpo di Copeland sui tom. Poi una Murder by Numbers tiratissima, con l’orchestra che spinge come una locomotiva.

Il batterista scherza anche sull’impronunciabilità delle liriche di Sting quando introduce Walking on the Moon, predicendo che “il pubblico romano sarà il migliore di tutti a cantare quelle parole”. Ovviamente ironizza, ma la platea risponde intonando il celebre ritornello, mentre Rojatti disegna con la chitarra effetti “lunari” e Copeland si produce in un solo al fulmicotone, in dialogo con Faso in un gioco di rimpiattino ritmico.

Poi il colpo di teatro: bacchette posate, Stewart si mette a dirigere l’orchestra, introducendo il momento con ironia: “Sapete di chi sto parlando? Del più grande… il Jimi Hendrix dei direttori d’orchestra. E naturalmente sto parlando di Topolino della Disney! La scuola di direzione di Topolino. Sarà un’avventura!”. Alla batteria subentra Sergio Fantoni, mentre Copeland guida l’ensemble in The Equalizer – Busy Equalising, brano strumentale scritto per la serie TV The Equalizer degli anni ’80.

La scaletta prosegue con una Every Breath You Take da brividi, preceduta da un’intro quasi mahleriana. Poi Copeland imbraccia una Fender gialla e, divertito, prova a pronunciare in romanesco “meji cojoini”, sbagliando accentazione e scatenando sorrisi. “Ma io non sono Mahler né Brahms”, commenta. “Dovreste venire a vedere cosa fanno queste persone con i Maestri: vi cambieranno la vita!”. È il preludio a una The Bed’s Too Big Without You in chiave reggae.

Con Message in a Bottle l’orchestra si scatena in un arrangiamento maestoso, chiudendo il pezzo a tutta potenza. Copeland scherza sul livello sonoro: “Lo abbasseremo… Scherzo!”. E infatti Can’t Stand Losing You esplode in una potenza travolgente, ben lontana da qualunque diminuzione di volume.

Il pubblico sembra sazio ma non si muove, e fa bene: Stewart Copeland torna sul palco per un encore da urlo. Parte Every Little Thing She Does Is Magic e la platea si riversa sotto al palco, in visibilio. Le coriste si muovono e danzano sorridenti, l’orchestra si lascia trascinare, e l’intero teatro si trasforma in una festa.

È così che Stewart Copeland, tra ironia e virtuosismo, ha portato Roma in un viaggio tra Police, sinfonia e pura energia rock, dimostrando ancora una volta di essere non solo il leggendario batterista dei Police, ma un autentico mattatore capace di reinventare sé stesso e la sua musica.

Police Deranged for Orchestra non è solo un concerto, ma un manifesto artistico: un modo di guardare al passato senza nostalgia, ma con la voglia di rileggerlo, scomporlo, persino strapazzarlo, per restituirgli nuova vita. Il pubblico romano, accorso alla Cavea, lo ha capito bene: non ha assistito a un’operazione di revival, ma a un atto di creatività pura, dove il rock incontra la musica sinfonica senza perdere la sua carica istintiva.

Alla fine, tra standing ovation e applausi interminabili, resta una sensazione nitida: Stewart Copeland non è un’icona “conservata in teca”, ma un artista ancora capace di sorprendere, rischiare, divertire e divertirsi. E, a giudicare dai volti sorridenti del pubblico, questa “derangement” orchestrale ha colpito nel segno: molti spettatori hanno lasciato la Cavea ancora canticchiando, segno che la magia di Copeland ha davvero conquistato Roma.

Roma Summer Fest 2025

Police Deranged for Orchestra – Stewart Copeland

Roma, 27 luglio 2025 – Cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”

Scaletta:

Demolition Man

King of Pain

Roxanne

Murder by Numbers

Walking on the Moon

The Equalizer – Busy Equalising (strumentale)

Every Breath You Take

The Bed’s Too Big Without You

Message in a Bottle

Can’t Stand Losing You

Encore: Every Little Thing She Does Is Magic

Stewart Copeland – batteria, percussioni e direzione artistica (fondatore dei Police e guida del progetto sinfonico)

Sezione ritmica e band

• Faso – basso (storico collaboratore di Elio e le Storie Tese)

• Vittorio Cosma – pianoforte, tastiere (anche lui membro storico di Elio e le Storie Tese e The Producers)

• Gianni Rojatti – chitarra (virtuoso noto per la sua tecnica e stile raffinato)

Trio vocale

• Sarah-Jane – voce e cori

• Laise Sanches – voce e cori

• Raquel Brown – voce e cori

Ensemble sinfonico

• Ensemble Symphony Orchestra (27 elementi) – diretta dal Maestro Attila Simon

Il progetto Police Deranged for Orchestra è nato come reinterpretazione orchestrale delle hit dei Police, con la supervisione artistica di Copeland, che unisce la sua esperienza come compositore di colonne sonore con la sua storia rock.

Il tour italiano ha toccato quattro tappe: Villafranca di Verona (23 luglio), La Spezia (25 luglio), Roma (27 luglio) e Foggia (29 luglio).

Roberto Buono

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