Gaza. Starmer: Londra a settembre riconoscerà lo Stato di Palestina

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Prima ha frenato. Perché si tratta di un passaggio che “deve far parte di un piano più ampio che porti in ultima analisi a una soluzione a due Stati e a una sicurezza duratura per palestinesi e israeliani”. Poi ha cambiato idea, ha accelerato ed ha deciso di seguire Parigi. Il Regno Unito riconoscerà lo stato della Palestina il prossimo settembre a meno che Israele non faccia dei passi per mettere fine alla “terribile situazione” a Gaza. Keir Starmer, premier inglese, segue Emmanuel Macron sul riconoscimento dello Stato della Palestina. Il tutto avverrà prima dell’Assemblea Generale dell’Onu a meno che il governo israeliano non raggiunga un cessate il fuoco a Gaza, affermi con chiarezza che non ci sarà l’annessione della Cisgiordania e si impegni in un processo a lungo termine che arrivi alla soluzione dei due Stati.

Il premier Starmer, parlando da Downing Street, ha spiegato che “abbiamo bisogno di vedere almeno 500 camion che entrano a Gaza ogni giorno, ma alla fine l’unico modo di mettere fine a questa crisi umanitaria è attraverso un accordo a lungo termine”. “Noi sosteniamo gli sforzi di Usa, Egitto e Qatar per arrivare ad un cessate il fuoco vitale. Il cessate il fuoco deve essere sostenibile e portare ad un piano di pace più ampio, che stiamo sviluppando con i nostri partner internazionali”. Ma prima deve valutare quanto “le parti abbiano rispettato questi passi prima di prendere una decisione finale” sul riconoscimento della Palestina.

Oltre le parole, giuste, per denunciare quanto sta avvenendo sotto gli occhi del mondo nella Striscia di Gaza, la mossa del premier inglese è squisitamente politica. E’ Realpolitik. Anche se Londra è ‘fuori’ dall’Ue, la politica estera europea, tutta da costruire, non può dipendere, in questa fase storica, solo da Parigi. Londra lo sa e dopo la fuga in avanti di Macron non vuole più accordarsi. Loro vogliono e lavorare in condominio mentre l’Ue e tutti gli altri Paesi membri brancolano nel buio delle esitazioni e dei veti. L’appuntamento è rimandato all’Assemblea Generale dell’Onu, a settembre.

“Starmer premia il terrorismo mostruoso di Hamas e punisce le sue vittime”. Con queste parole Benjamin Netanyahu critica l’annuncio del premier britannico. Il riconoscimento dello stato palestinese si rivelerebbe minaccia non solo per la sicurezza di Israele ma anche del Regno Unito. “Uno stato jihadista oggi al confine con Israele domani minaccerà la Gran Bretagna l’appeasement verso i terroristi jihadisti ha sempre fallito”. Le parole di Starmer non sono piaciute a Donald Trump che, dalla Scozia, rivolgendosi al numero uno inglese, dice che “se fai una cosa del genere veramente ricompensi Hamas, io non lo farò”.

Prima della Francia, già nel maggio scorso la Spagna di Pedro Sanchez insieme a Norvegia e Irlanda – unendosi ad altri Paesi europei – aveva riconosciuto lo Stato di Palestina.

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