Siria, la nuova guida dell’EUAA ridefinisce i criteri di protezione internazionale dopo la caduta del regime Assad

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L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) ha pubblicato un aggiornamento approfondito della Country Guidance dedicata alla Siria, un documento che mira a orientare le autorità nazionali dell’UE nella valutazione delle domande di protezione internazionale presentate dai cittadini siriani. La nuova analisi, approvata dal Management Board dell’Agenzia, fotografa una realtà profondamente mutata dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad e punta a uniformare le decisioni nei diversi Paesi membri, soprattutto ora che la maggior parte degli Stati UE+ ha ripreso l’esame dei casi sospesi. Il rapporto si fonda sulle informazioni raccolte nei recenti documenti di Country of Origin Information e sull’interim guidance diffusa nel giugno 2025. L’obiettivo dichiarato è sostenere le amministrazioni nazionali nel valutare, in modo equo e coerente, le migliaia di domande ancora pendenti: richieste presentate sia prima della caduta del regime sia dai nuovi richiedenti arrivati negli ultimi mesi. Una delle conclusioni più rilevanti riguarda i profili tradizionalmente considerati vulnerabili. Secondo la nuova Guidance, i rischi legati alla leva militare — ovvero renitenti, disertori ed ex oppositori del regime di Assad — non configurano più, in linea generale, una situazione di persecuzione. Un cambiamento rilevante rispetto agli anni del conflitto, quando questi gruppi erano tra i più esposti alla repressione. L’EUAA segnala però categorie per le quali la protezione resta necessaria. Tra queste, le persone con orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere o caratteristiche sessuali diverse (SOGIESC), la cui condizione di vulnerabilità non è mutata con il cambio politico. Accanto a loro, emergono nuovi profili a rischio nella Siria post-Assad: persone legate al precedente apparato governativo e appartenenti a minoranze etniche e religiose come alawiti, cristiani e drusi. Particolare attenzione viene riservata ai palestinesi che non possono più contare sull’assistenza dell’UNRWA: per loro, la protezione rifugiati resta garantita ipso facto. Pur riconoscendo un miglioramento complessivo, l’EUAA sottolinea che la situazione rimane volatile. Gli episodi di violenza indiscriminata persistono, sebbene «non ad alto livello» nella maggior parte delle province siriane. La regione di Damasco, in particolare la capitale, non è ritenuta soggetta a un rischio effettivo di danni gravi e potrebbe rappresentare, in alcuni casi, una Internal Protection Alternative per i richiedenti. Le conseguenze della trasformazione politica siriana si riflettono anche sulle cifre. Le richieste di asilo presentate mensilmente dai siriani nell’UE+ sono precipitate: dai più di 16 mila casi registrati nell’ottobre 2024, si è scesi a circa 3.500 nel settembre 2025. Nonostante il calo verticale, i cittadini siriani restano il gruppo con il maggior numero di domande pendenti: 110 mila richieste erano ancora in attesa di decisione alla fine di settembre. Le Country Guidance dell’EUAA forniscono analisi comuni e indicazioni condivise sull’applicazione dei criteri di protezione internazionale stabiliti dall’acquis europeo in materia di asilo. Vengono elaborate insieme agli esperti degli Stati membri e approvate dal Management Board. In base all’articolo 11 del Regolamento EUAA, gli Stati hanno l’obbligo di tenerne conto nelle valutazioni, pur mantenendo la piena competenza decisionale sui singoli casi. L’aggiornamento sulla Siria diventerà dunque un riferimento imprescindibile per affrontare una delle più grandi sfide degli ultimi dieci anni in materia di protezione internazionale: gestire l’eredità di un conflitto che, anche dopo la fine del regime che lo ha segnato, continua a lasciare profonde fragilità nella società siriana.

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