Per evitare una guerra commerciale bisogna essere in due. E finora tutte le strategie di tenere buono il Presidente degli Stati Uniti d’ America, si sono rivelate un flop: Giorgia Meloni docet. Al momento l’ Unione europea ha congelato qualsiasi altra contromisura e ha addirittura avallato la decisione americana di uscire dallo storico accordo per la tassazione minima al 15% degli oligarchi delle multinazionali. Cercare una via di mezzo è sempre utile, ma sul tavolo negoziale andrebbe messo l’ arsenale economico dell’ UE. Alla fine l’ Europa in termini commerciali, è la prima superpotenza al mondo e non può condannarsi a fare il convitato di pietra difronte al nuovo gioco geopolitico, che abbiamo dinanzi a noi . Se l’ UE europea resta a guardare, i cittadini ne pagheranno le spese, innanzitutto sul piano economico. L’ Europa unita può tranquillamente difendere i propri interessi . Il nostro interlocutore ed alleato al di là dell’ Atlantico non è onnipotente; l’ America a livello di crescita economica rispetto al 2024 subirà una edizione pari al 50% . I titoli del tesoro americani diventano sempre meno appetibili e sempre più deboli; il dollaro ha concluso il suo peggior semestre dal ,1973. Intanto Trump dimostra ogni giorno che può fare marcia indietro quando vuole e rimangiarsi le promesse fatte o addirittura stracciare accordi già conclusi . Per la Casa Bianca, più che le buone relazioni con il resto del mondo, conteranno i toni protezionistici rivolti al popolo Maga e gli introiti aggiuntivi che sono già , una ventina di miliardi al mese, con i dazi aumentati dal 2 al 10%. Ma sarebbe un errore imperdonabile sottovalutare Donald Trump, che in sei mesi ha stravolto l’ ordine mondiale, che pure era da tempo era stato pensato. Ha firmato oltre 170 ordini esecutivi, in media quasi uno al giorno. Sotto attacco lo stato di diritto, l’ autonomia della Fed, la Scienza l’ Università, le minoranze. Una rivoluzione in atto negli Usa,che li sta cambiando. Difronte a questo ciclone. Be sta cambiando, velocemente, l’ ordine mondiale, fanno bene i governi europei a fare ricorso a quel poco che ormai resta delle relazioni transatlantiche,sperando in tempi migliori; ma lo devono fare con dignità, senza bendarsi gli occhi o genuflettersi , senza ostinarsi a non vedere che la frattura del mondo libero,va ben oltre i dazi . Del resto il Presidente americano considera gli europei avversari e non alleati . Il suo atteggiamento fa capire che il suo intento è quello di smantellare l’ Unione europea. Da qui il sostegno, mai nascosto ai partiti sovranisti, di estrema destra e antieuropeisti. Eppure questa sorta di voltafaccia americano, può essere una grande occasione per l’ Europa. I Paesi che continuano a credere nel multilateralismo, che abitano il nazionalismo e il protezionismo , cercano tutti un punto di riferimento. Al di là di tutto, il Vecchio Continente sembra si stia muovendo.



