Abbiamo vissuto per anni nella convinzione di un dialogo tra le nazioni ispirato dal desiderio di soluzioni condivise difronte alle grandi sfide globali . Abbiamo creato istituzioni per combattere guerre, fame, carestie , ignoranza ed emarginazione, costruendo società fondate sul diritto e sulla giustizia. Si è creata e diffusa l’idea che i valori dell’ Occidente offrissero un modello di riferimento capace di guidare l’umanità verso un orizzonte condiviso. Oggi in un attimo queste certezze sono venute meno. La stessa Unione europea oggi fatica a rimanere unita, come dimostrano le divisioni che si sono create in seguito al conflitto russo-ucraino e le dispute sui dazi , gli scontri e i malumori tra gli stati membri, alimentati da veti incrociati. Intanto gli Usa appaiono sempre di più come un ex alleato. Appare chiaro che più che le idee, sono le minacce a regolare le relazioni internazionali. Le scelte di Donald Trump, che molti ritengono, figlie di una non ben definita real polik, tendono a cercare nuove alleanze ,abbandonando senza troppi rimpianti i vecchi compagni di viaggio.Per il Vecchio Continente è un cambiamento epocale e duro da accettare, soprattutto perché ha creduto nel multilateralismo e ne ha tratto senza dubbio, benefici.Il concorrere per il bene comune è stato sempre pensato come un pilastro fondamentale della modernità . Il suo venir meno è stato un fulmine a ciel sereno e un vero trauma per l’Occidente. Quindi si profila all’ Orizzonte un Nuovo Ordine mondiale che nasce dal caos in cui siamo piombati e si consolideranno nuovi equilibri di potere e conseguentemente nuove alleanze. Ed è illusorio pensare di potervi essere, facendo sentire la propria voce , solo perché abbiamo deciso di rileggere la storia e rinnegare il passato da colonizzatori. L’ amara verità che l’ Occidente ormai non è più un soggetto politicamente coeso e quindi saranno altri a determinare i nuovi assetti del pianeta. Oggi Europa e Usa pesano meno del 10% della popolazione mondiale e tra qualche anno nel G7 , a parte gli Stati Uniti d’ America, nessun Paese di quelli che oggi ne fanno parte figurerà tra le prime cinque economie della terra. Pur tuttavia difronte a questi cambiamenti epocali ,noi occidentali non possiamo permetterci il lusso di piangerci addosso: il mondo va avanti e non si cura della nostra inerzia. Bisogna ripartire eliminando tutte le contraddizioni che ci attraversano , sanare le fratture interne e soprattutto mettere in pratica tutti quei valori che spesso, formalmente proclamiamo , ma sostanzialmente non applichiamo.
Quando viene meno il dialogo tra le nazioni
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