Pubblico e artisti idealmente insieme lungo nuove rotte che partono dal repertorio classico per raggiungere nuovi approdi.Genova, città di mare e di partenze, si rispecchia nel programma 2025/2026 del Teatro Carlo Felice come in una carta nautica: fatta di rotte tracciate, approdi inaspettati, orizzonti da attraversare. Con il titolo suggestivo “Naviganti”, la nuova stagione di Opera, Balletto e Concerti si presenta come una traversata ricca di simboli, significati e sfide artistiche. Un viaggio che segna anche un cambio di passo istituzionale e creativo: alla guida, il nuovo sovrintendente Michele Galli e il direttore artistico Federico Pupo.
Non si tratta di una semplice successione di titoli, ma di una narrazione plurale che intende trasformare il teatro in luogo di comunità e di cittadinanza culturale, vivo e generativo, in dialogo costante tra passato e presente. Come osserva Pupo, ogni produzione diventa “una tappa, un racconto che attraversa epoche, linguaggi ed emozioni”.
L’immagine centrale è quella del faro: la torre scenica del Carlo Felice che si accende nelle sere di spettacolo diventa metafora della funzione guida del teatro, “punto di riferimento visibile, fisico ed emotivo” – afferma Galli – nel paesaggio urbano e nella vita culturale di Genova.
Ed è proprio da questa luce simbolica che si apre il viaggio: Don Giovanni di Mozart inaugura la stagione (dal 3 al 12 ottobre) con la regia di Damiano Michieletto, in un allestimento che esplora la psicologia del protagonista e i chiaroscuri delle relazioni. Sarà solo il primo passo di un percorso che tocca i vertici del grande repertorio e si avventura in territori meno battuti.
Otto opere, un balletto, undici concerti,nel cuore della stagione si alternano classici dell’opera italiana – Cavalleria rusticana, Il trovatore, Macbeth, La bohème – a momenti di rottura e riscoperta: il Tristan und Isolde wagneriano (febbraio), l’elegante commedia di Il campiello di Wolf-Ferrari (marzo), fino all’attesissimo Il nome della rosa di Francesco Filidei (aprile), opera contemporanea tratta dal romanzo di Umberto Eco, già acclamata a Milano.
Spicca anche il balletto Coppélia, in scena a dicembre, con la storica coreografia di Amedeo Amodio e le magiche scene di Emanuele Luzzati. Un ritorno alla danza che arricchisce l’offerta multidisciplinare del teatro.
L’intera stagione si chiude a giugno 2026 con La bohème, affidata ai giovani talenti dell’Accademia del Carlo Felice: una scelta simbolica, che mette il futuro in scena e suggella l’impegno formativo della Fondazione.
Accanto all’opera e alla danza, la Stagione Sinfonica 2025/2026 propone undici concerti che tracciano un itinerario tra grandi pagine del repertorio, incursioni nel Novecento e aperture al contemporaneo. Da Debussy a Mendelssohn, da Respighi a Mahler, con direttori come Lü Jia, Donato Renzetti, Sesto Quatrini e solisti del calibro di Ettore Pagano, Francesca Dego, Alexander Gadjiev e Giovanni Sollima.
Particolarmente significativo l’omaggio a Luciano Berio con il concerto “Berio 100”, che celebra il legame tra Genova e una delle voci più importanti della musica del XX secolo.
Dietro la ricchezza della proposta c’è una visione precisa: fare del teatro un laboratorio di senso, un motore culturale ed economico, come sottolineano anche la sindaca Silvia Salis e il presidente della Regione Marco Bucci. In questo senso, “Naviganti” è molto più di un tema stagionale: è un manifesto, un invito a esplorare, a tornare, a riconoscersi.
Ogni spettatore, abituale, occasionale, giovane, appassionato è chiamato a salire a bordo, in un viaggio che si fa anche racconto collettivo. Come recita la metafora-guida: “Non solo l’approdo conta, ma il tragitto stesso, le connessioni che si creano, le domande che si pongono”.
Il Carlo Felice, oggi più che mai, è pronto a salpare e invita la sua città e tutto il suo pubblico a partire con lui.
La campagna abbonamenti è partita il 4 luglio. I biglietti per i singoli spettacoli sono in vendita dal 21 luglio. Programma completo su www.operacarlofelicegenova.it




