Marianna Madia lascia il Pd

Date:

La deputata ed ex ministra Marianna Madia lascerà il Pd. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Madia dovrebbe approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia viva.

Madia, alla Camera per il Pd dal 2008 ha 45 anni ed è stata ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione tra il 2014 e il 2018, nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Dopo l’addio di Elisabetta Gualmini, che se n’è andata dal Pd per andare in Azione, è il turno di Marianna Madia. La deputata ha già comunicato al capogruppo, Chiara Braga, la sua decisione: secondo fonti parlamentari potrebbe passare al gruppo misto, per poi approdare a Italia viva. È la storia dei dem che continuano a perdere pezzi e che sono sempre più divisi: basti pensare alle posizioni discordanti sul referendum della giustizia, che avevano allontanato Pina Picierno e Graziano Delrio dalla linea adottata da Elly Schlein.

Madia sta provando comunque a mantenere i rapporti con il Pd, secondo quanto riporta un messaggio sulla chat dei riformisti dem: «Amici, provo da un’altra prospettiva a costruire un pezzo di centrosinistra. Sempre uniti per lo stesso obiettivo: liberare l’Italia da questo pessimo governo. Vi abbraccio tutti».

La grande fuga dal Pd prosegue: Madia lascia Elly e viaggia verso Renzi

Fa evidentemente scalpore il congedo di Marianna Madia, che nel 2008 era entrata nelle grazie del Pd grazie a Walter Veltroni, che l’aveva candidata come consigliera comunale a Roma. Aveva solo 28 anni quando si rese protagonista di uno scivolone davanti ai giornalisti, in conferenza stampa, prima delle elezioni: «Metto a disposizione la mia straordinaria inesperienza, riempirò questo spazio. Era questo che serviva a questo progetto in cui credo molto». Non riuscì ad entrare in Campidoglio, ma venne comunque eletta in Parlamento nello stesso anno, per poi restare al suo posto fino ad oggi.

Un duro colpo per i dem

Madia è da anni un punto di riferimento per il Pd, sin dall’arrivo di Matteo Renzi, che la nominò responsabile del lavoro per la segreteria nazionale nel 2013. Poi, l’ex premier l’ha indicata come ministro della Pubblica amministrazione un anno dopo. Viene riconfermata nello stesso ruolo anche da Paolo Gentiloni. Negli ultimi anni, dopo l’arrivo di Elly Schlein al Nazareno, la deputata ha deciso di fare riferimento all’area riformista. La sua linea, quindi, è stata piuttosto critica rispetto a quella della nuova leader. Insomma, sembra che i dem abbiano perso una riferimento importante a livello istituzionale. A quanto pare la linea di Elly non piace ai moderati, che ormai preferiscono migrare verso altri lidi e costruire un’alternativa con i centristi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi post:

Sottoscrivi

Popolare

Articoli Correlati
Articoli Correlati

Regionali, De Santis (PD) convoca la segreteria

“Ho convocato la Segreteria regionale del PD per domani...

Giulitto: “Sul Parco dell’Alta Murgia si ascoltino i territori”

“La nomina di Nicola Loizzo alla presidenza del Parco...