Pd, riunione con Schlein, il programma, poi le primarie: “Pronti a vincerle”

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Se il Pd discute al suo interno, il M5s scalpita.

Programma con tutti: Pd, M5S, Avs e anche le forze moderate e centriste. Un programma su cui “non partiamo da zero”, a differenza della destra che “la scorsa legislatura รจ sempre stata divisa tra chi era al governo e chi all’opposizione, divisi su tutto ma nessuno chiedeva loro il programma”. E poi, se saranno primarie “siamo pronti a vincerle”. Occhio quindi sullo “snodo importante” della legge elettorale. E Pd “mai cosรฌ unito” verso Direzione e Assemblea nazionale. Sono questi alcuni dei punti emersi dalla riunione della segreteria dem al Nazareno con Elly Schlein. Un confronto per mettere a fuoco una serie di passaggi, sia interni al Pd che sul versante della coalizione.

Ma, per ora, ambo i lati la strada delle primarie sembra tracciata. La leader dei democratici riunisce nel pomeriggio la segreteria, una riunione fiume subito precedente alla direzione di venerdรฌ, che potrebbe diventare bollente. Sul tavolo non c’รจ solo il tema della leadership, ma anche quella del programma di coalizione e del perimetro delle alleanze, con Schlein sempre piรน determinata ad unire ed allargare. In quest’ottica la triade Pd-M5s-Avs – come suggeriscono da tempo i riformisti – a molti non sembra sufficiente ad affrontare la sfida con Giorgia Meloni: occorre integrare la quarta gamba centrista e solo a quel punto aprire il tavolo. Dunque, la linea che emerge รจ chiara: “il programma lo scriviamo con tutti” anche con le “forze moderate e centriste” e “non si parte da zero”.

Intanto, il ‘famoso’ tavolo per il programma. Il Pd intende accelerare. “Tutti concordi su accelerare sul programma comune“, si riferisce. La discussione, lunga ma “senza problemi e tranquilla” si tiene a sottolineare, รจ stata a 360 gradi tra l’analisi della fase attuale, la prospettiva dei prossimi mesi con la possibilitร  del voto anticipato in primavera, i temi programmatici e ovviamente anche le primarie. L’altro giorno Igor Taruffi รจ stato piuttosto chiaro sulle intenzioni dei vertici dem: non concedere deroghe per consentire la presenza di altri candidati Pd. “Il Pd – ha detto Taruffi – ha uno Statuto che indica chiaramente chi รจ il candidato a Palazzo Chigi, cioรจ la segretaria del nostro partito, e in caso di primarie la segretaria del partito. Da questo punto di vista non vedo particolari elementi di discussione. La segretaria ha la grandissima maggioranza all’interno del partito”.

“Se saranno primarie siamo pronti e pronti a vincerle”, il messaggio che trapela. D’altronde le primarie sono un’invenzione del Pd” e la segretaria รจ stata eletta in questo modo, sottolineano i suoi fedelissimi, alla vigilia dell’incontro al Nazareno. Di conseguenza, di un federatore terzo non c’รจ alcun bisogno. Nรจ di quello, nรฉ di competitor interni – รจ il sottinteso – dopo che รจ circolata l’ipotesi di Giorgio Gori come possibile sfidante interno in un doppio turno di consultazione.

I n realtร  lo Statuto del Pd รจ stato modificato ai tempi delle primarie di Pierluigi Bersani per permettere anche a Matteo Renzi di correre. Ma, stando alle parole di Taruffi, stavolta la deroga non ci sarร . Con buona pace dell’eurodeputato dem di area riformista Giorgio Gori, in pole per scendere in campo. “Indebolire Schlein? Io penso il contrario. La logica del doppio turno รจ questa, arrivare a piรน gente possibile per poi convergere su un candidato che a quel punto sarร  piรน forte per rappresentare il partito. Anzichรจ subire il pluralismo, Elly Schlein ha l’occasione per usarlo”. La minoranza riformista spinge per primarie a doppio turno e lo ha fatto anche sabato all’assemblea a Prato. Ma le regole d’ingaggio dei gazebo sono ancora tutte da definire.

Eppure alla direzione di venerdรฌ il fatto che l’opposizione metta sul piatto proprio il nome di Gori non รจ da escludere: all’indomani della segreteria, รจ prevista una riunione dei riformisti per mettere a punto la strategia. Un punto di caduta – tutto da verificare – potrebbe essere la creazione di una cabina di regia sul programma e sulle candidature. Altro tema in ballo: la scadenza del mandato di Schlein che finirร  a metร  marzo e per cui dovrebbe essere chiesta una proroga nell’ottica del voto delle politiche.

Mentre i dem ragionano al loro interno, Giuseppe Conte, forte della consultazione della base con Nova, continua a battere sui suoi temi: sull’Ucraina “con le armi abbiamo giร  dato, ora serve una svolta negoziale”. E non risparmia stoccate: “Non sono il modello politico di Renzi? La cosa mi gratifica. Il Pd ora ha delle riunioni poi ci confronteremo, noi siamo pronti”. Il suo capogruppo alla Camera, Riccardo Ricciardi รจ ancora piรน diretto: “Penso che una analisi interna al centrosinistra sia urgentissima – sprona -, anche perchรฉ se la prossima settimana o giร  da domani il governo Meloni dovesse subire uno scherzo in aula dalla sua maggioranza sulla legge elettorale, la situazione precipiterebbe. Avevamo annunciato a marzo che a settembre avremmo avuto un programma da mettere a disposizione…”.

Renzi fa un ragionamento concreto e parla di voti reali: “C’รจ gente che ha votato Meloni o Forza Italia che non รจ piรน contenta perchรฉ vede risultati non all’altezza. Questi non voteranno mai per Avs o per la sinistra del Pd. Allora se noi diamo” loro “una casa riformista allora forse riusciremo a vincere. Se rimane il campo larghissimo a sinistra, ri-perdono e la Meloni va al Quirinale”

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