Alcune di loro avevano solo 12 anni quando i medici danesi hanno impiantato loro spirali contraccettive, senza alcun consenso.
La vicenda è venuta alla luce quando, sei anni fa, per prima, Naja Lyberth, psicologa e attivista, riferì che, durante una visita medica scolastica e senza il suo consenso, le fu impiantata una spirale contraccettiva. «I nostri avvocati sono assolutamente sicuri che i nostri diritti umani e la legge siano stati violati», ha spiegato. E, se anche lei, più avanti (e con difficoltà) è riuscita ad avere un figlio, molte altre donne hanno scoperto di non essere più in grado di concepirlo. Tante delle ragazze coinvolte nella sterilizzazione forzata con le spirali contraccettive hanno riportato forti dolori, emorragie interne e infezioni addominali, mentre molte hanno dovuto subire l’isterectomia o non hanno più potuto avere figli. Una donna ha scoperto solo l’anno scorso di avere una spirale.
Da quando Lyberth ha condiviso la sua storia, ci sono voluti diversi anni prima che la vicenda fosse conosciuta dal grande pubblico È stato solo con la pubblicazione di una serie di podcast da parte dell’emittente pubblica danese che la questione ha iniziato a guadagnare terreno politico. All’inizio di quest’anno, lo Stato danese e il Naalakkersuisut, il governo groenlandese, hanno avviato un’indagine sul caso e su altre pratiche di prevenzione della gravidanza condotte in Groenlandia tra il 1960 e il 1991.
«In Danimarca non avrebbero mai fatto una cosa del genere alle ragazze danesi», aggiunge Lyberth. «Il lavoro del medico è assicurarsi che i pazienti siano sani. Ci hanno fatto ammalare, causando danni al nostro utero e compromettendo la nostra capacità di avere figli».
Le fa eco il ministro danese della Sanità e degli Interni, Sophie Løhde, che ha dichiarato: «È una questione profondamente tragica e le storie di queste donne hanno lasciato una profonda impronta. È imperativo indagare a fondo sulla questione, motivo per cui un team di ricercatori sta attualmente conducendo un’indagine indipendente e imparziale».
Quasi cinquemila ragazze della Groenlandia vennero di fatto sterilizzate a loro insaputa. Lo scandalo delle nascite controllate in Groenlandia vede, 50 anni dopo, la Danimarca scusarsi per un’operazione brutale, che oggi viene alla luce in tutta la sua crudeltà.
Alcune di queste ragazze erano di fatto delle bambine: avevano solo 12 anni quando vennero prelevate da scuola e portate all’ospedale dove, senza ricevere alcuna spiegazione, fu loro impiantato un dispositivo intrauterino. Un contraccettivo che aveva lo scopo di “ridurre la popolazione dell’isola“.
L’azione civile contro il Regno di Copenaghen
Lo scorso anno, sono state 143 le donne groenlandesi che hanno citato in giudizio il Regno danese per 43 milioni di corone, sostenendo di essere state sottoposte all’inserimento della spirale contraccettiva senza il loro consenso o a loro insaputa. Una condizione che le vittime definiscono “una violazione dei loro diritti umani”.



