Greta Thunberg con la Global Sumud Flotilla è partita per Gaza: “I nostri governi non fanno nulla per evitare il genocidio”

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Greta Thunberg ci riprova  dopo essere stata arrestata ed espulsa da Israele dopo il primo tentativo di ingresso a Gaza dal mare, è ora a bordo di una delle barche della flotilla che tenteranno un nuovo assalto al territorio palestinese nei prossimi giorni. Viene spesso definita la “capitana” della flotta messa su dalla Global Sumud Flotilla, che vedrà alcune imbarcazioni partire anche dalla Liguria e dalla Sicilia.

«Se non vi opponete attivamente al genocidio, siete dalla parte sbagliata della storia e sarete giudicati di conseguenza» ha dichiarato Greta Thunberg prima di salpare per il suo secondo tentativo di rompere il blocco israeliano su Gaza, unendosi a centinaia di attivisti della Global Sumud Flotilla.

Thunberg era già stata arrestata quando le forze israeliane avevano intercettato la flottiglia Madleen lo scorso giugno.

Thunberg ha descritto la nuova missione come il 38° tentativo di sfidare quello che definisce l’«assedio illegale e disumano» di Israele.

«Continuando a farlo, manteniamo la promessa fatta ai palestinesi… quella di fare la nostra parte per difendere il diritto internazionale» ha affermato.

«Io sono estremamente privilegiata. Non devo svegliarmi ogni giorno e lottare per il mio diritto a esistere… I palestinesi sì. La complicità dei nostri governi nel genocidio non ci rappresenta».

Sono circa 40 i piccoli scafi che hanno annunciato la partenza da Italia, Nord Africa e Spagna e in questo modo gli attivisti credono di riuscire a rompere l’assedio di Israele. Una speranza, più che una convinzione, soprattutto perché difficilmente Israele si farà trovare impreparato nel respingere la flotilla, a bordo della quale viaggiano anche alcuni esponenti politici del parlamento di Madrid e Lisbona.

“Una missione come questa non dovrebbe esistere. È responsabilità dei Paesi, dei nostri governi e dei funzionari eletti agire per cercare di far rispettare il diritto internazionale, per prevenire crimini di guerra, per prevenire il genocidio”, ha dichiarato l’ex attivista green, diventata famosa per le manifestazioni sul cambiamento climatico, che da due anno ha cambiato completamente il proprio obiettivo. Ha forse trovato maggior interesse nella causa di Gaza, o probabilmente una possibilità di visibilità, dando dimostrazione di non essere stata convinta di ciò che faceva, se è bastato così poco che ammainare l’eco-bandiera ed esporre quella della Palestina. “Stanno tradendo i palestinesi, ma anche l’intera umanità”, ha aggiunto Thunberg.

“Il nostro obiettivo è arrivare a Gaza, consegnare gli aiuti umanitari, annunciare l’apertura di un corridoio umanitario e poi portare altri aiuti, e quindi porre fine all’assedio illegale e disumano di Israele su Gaza”, ha detto ancora l’attivista, esponendo quello che agli occhi di chiunque è un piano utopico e idealistico, che finirà con l’ennesimo caso politico. L’iniziativa, a cui partecipano delegazioni da 44 Paesi, ha avuto ampio sostegno da parte del mondo della cultura, dagli attori statunitensi Susan Sarandon, attesa al porto di Barcellona, e Mark Ruffalo a Zerocalcare, lo storico Alessandro Barbero, gli attori Alessandro Gassman e Claudio Santamaria, la cantante Fiorella Mannoia e altri.

Una missione anche pericolosa. L’esercito israeliano è noto per la sua intransigenza.  Greta Thunberg, in due precedenti missioni con la Global Flotilla, ha cercato di forzare il blocco già due volte, a giugno e a luglio, ma è stata bloccata. Le truppe israeliane sono salite a bordo delle imbarcazioni e hanno arrestato gli attivisti, portandoli prima in Israele e poi espellendoli.

“Siamo consapevoli del rischio. Effettuiamo continuamente valutazioni  per cercare di garantire che ogni volontario sia preparato al meglio, in modo non violento, pacifico, e rispettando il diritto internazionale” – spiega Greta Thunberg. “Dobbiamo tenere presente che questa missione non riguarda noi. Non si tratta dei rischi che noi stiamo affrontando. Si tratta dei rischi che i gazawi e i palestinesi affrontano ogni giorno mentre cercano di sopravvivere. E corrono grandi rischi per cercare di diffondere il loro messaggio tramite, ad esempio, i giornalisti”.

“I nostri governi e coloro che detengono il potere non adempiono il  loro dovere. Non impediscono che si verifichi questo genocidio, e di fatto sostenengono uno Stato di apartheid e l’occupazione di Gaza. Così  non rispettano il diritto internazionale, non cercano di farlo rispettare. Purtroppo, allora, spetta a noi prendere in mano la situazione”.

“La domanda non dovrebbe essere: perché lo stiamo facendo?” continua la Thunberg. “La domanda dovrebbe essere: perché mai è necessaria questa missione? Perché sta succedendo tutto questo? Non si uccidono attivamente i giornalisti a meno che non si abbia qualcosa da nascondere. Stiamo vedendo che non c’è stata nessun’altra guerra così. Questa non è una guerra, ma un genocidio, rispetto ad altre situazioni simili, non ci sono stati casi in cui così tanti giornalisti, e tanti operatori sanitari sono stati uccisi, il che dimostra la mostruosità dell’esercito israeliano”.

“Cosa succederà a Gaza, cosa continuerà a succedere dipende da noi, da ciò che permettiamo che accada. Se tutte le persone del mondo si alzassero in piedi e dicessero: ‘Basta, questo non è a mio nome’. E alle persone di potere ‘Voi non ci rappresentate’, allora si potrebbe porre fine a tutto questo.

Certo, questa potrebbe essere una situazione senza speranza, ma sarebbe molto peggio se noi non avessimo assistito alla mobilitazione delle persone, alle proteste in tutto il mondo. Ciò che accadrà dipenderà in ultima analisi da noi, e soprattutto dalle persone di potere, dalle persone con una piattaforma, un’organizzazione, da ciò che decidono di fare o non fare.

Sappiamo bene che il tema non è il fatto che Hamas che rilasci gli ostaggi. Lo abbiamo visto in ogni fase del percorso. Abbiamo visto che quello che sta accadendo è un’estensione dell’oppressione soffocante che i palestinesi hanno subito per decenni. Sappiamo bene che Israele ha dimostrato, in ogni fase del processo, di essere responsabile di un genocidio e che sta pianificando di conquistare la Striscia di Gaza.

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