Nel momento in cui Donald Trump ha stravolto gli equilibri politici e militari europei, dopo che si sono interrotte le relazioni commerciali con la Russia, il venir meno dell’ombrello protettivo americano , la minaccia dei dazi sulle merci esportate verso l’ altra parte dell’ Atlantico, l’ Europa sembra navigare a vista e si pone sullo scenario internazionale in una posizione di palese sudditanza .Non dimentichiamo la figuraccia della von der Leyen,in Scozia, dinanzi al Presidente degli Usa. Una scena che rimarrà scolpita nella mente dei cittadini europei: umiliati e sottomessi . Tuttavia, come si suol dire ‘ nulla è perduto ‘ , perché si intravedono fenomeni che meritano attenzione e non fanno venir meno la speranza. L’ UE , nonostante la palese debolezza, suscita ancora una forte attrazione politica ed economica, culturale proprio in quella parte del mondo che è esclusa dall’ UE. Se guardiamo all’ Islanda che fino ad un decennio fa aveva interrotto i rapporti per proteggere i propri pescatori , o la Svizzera che nonostante la sua irrinunciabile neutralità, nel 2024 ha firmato un accordo preliminare con Bruxelles per rafforzare la cooperazione commerciale, oltre che con la Nato. I Paesi che recentemente hanno fatto ingresso nella Nato, soprattutto ad Est progettano di entrare in UE . È il sogno di milioni di cittadini. Il motivo risiede nel fatto che le tensioni tra le grandi potenze e la crisi della globalizzazione economica, spingono i piccoli Paesi a trovare nuove protezioni. In questo contesto l’ UE potrebbe costituire un modello di attrazione dal punto di vista economico e sociale, e come insieme di valori democratici e liberali . Un modello a cui guardano anche le nuove generazioni africane. Le relazioni tra il Regno Unito e l’ UE sono di gran lunga migliori rispetto agli anni della Brexit.L’ obiettivo è chiaro: le medie e piccole potenze che un tempo si ritenevano invulnerabili ora cercano rifugio presso altre nazioni europee. Le regole del diritto internazionale sono saltate e le Super potenze vanno alla ricerca di territori, di vie navigabili, di risorse minerarie e di manodopera a basso costo. Quindi appartenere ad un grande gruppo vuol dire ,non soccombere. Un’ Europa quindi,guardata con interesse da fuori e criticata dall’interno . È veramente paradossale. Nel suo interno il populismo e il sovranismo di alcuni dei suoi Stati membri mietono consensi. L’ immigrazione viene vista come una minaccia e non una risorsa per sopperire alla crisi demografica che soffoca l’ UE, non solo ma ci permetterebbe di rafforzare le relazioni con Paesi ricchi di risorse , prima che Russia e Cina li fagocitino .
l’Europa guardata con interesse da fuori e criticata all’interno
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