“Qualcuno tiri fuori gli attributi”. Roberto Vannacci lancia la sfida alla premier Giorgia Meloni con un video sul suo profilo Instagram. Canottiera nera, il fondatore di Futuro Nazionale tiene in mano due meloni. E rilancia su legge elettorale e preferenze, dopo l’inciampo del governo alla Camera: la maggioranza mancata per un voto dopo lo scrutinio segreto.
“La guerra si vince con il cuore e con l’acciaio e la sovranità al popolo può ancora essere restituita – esordisce Vannacci – Dopo la Caporetto che abbiamo vissuto a Montecitorio, dove i ‘badogliani’ hanno sparato alla schiena del proprio schieramento, possiamo ancora attestarci sul nostro Piave, che è il Senato, dove il voto segreto non si può fare. Lì porteremo allo scoperto quei vili che si sono nascosti nell’anonimato della pulsantiera. Chi può, tiri fuori gli attributi e riproponiamo le preferenze al Senato”.
Continua la metafora bellica: “Alla terza lettura a Montecitorio garantisco il pieno supporto dei miei arditi futuristi che, come durante la battaglia del Solstizio sul Col Moschin, fecero quello che intere divisioni non riuscirono a compiere. Come quegli arditi, noi ce ne freghiamo e siamo pronti, a ogni costo, a restituire la sovranità al popolo. Giochiamocela fino in fondo. Ora ci vuole coraggio”.
La battaglia del Solstizio fu combattuta nel 1918 tra il Regio Esercito italiano e gli occupanti austro-ungarici. Rappresentò un punto di svolta della Prima guerra mondiale sul fronte italiano.
Le condizioni di Vannacci per entrare in coalizione con il centrodestra
Nonostante la maggioranza abbia ribadito più volte di non aver intenzione di stringere un’alleanza con Futuro Nazionale, Vannacci ha dettato oggi le sue condizioni in un’intervista al Corriere dell’Umbria.
Chiederei “un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile con tempi precisi – spiega – controllo sull’immigrazione e remigrazione nel rispetto della legge, revisione del Green Deal, ritorno al nucleare, riduzione delle tasse su lavoro e famiglie, sicurezza, nuove carceri, tutela delle imprese e politica estera fondata sull’interesse nazionale”.
Inoltre, Meloni “dovrebbe cambiare anche la linea sull’Ucraina: niente armi e denaro senza strategia e obiettivi raggiungibili”. “Se i nostri voti fossero decisivi, nessuna cambiale in bianco. Sostegno solo su provvedimenti e scadenze certe”, assicura il generale. Ed eventuali incarichi “sarebbero
“Il nostro obiettivo – conclude – non è sottrarre voti a questo o quel partito. L’astensionismo è il principale bacino da riconquistare”.
Cosa cosa può succedere in Senato alla legge elettorale
Intanto, le opposizioni annunciano battaglia in Senato contro la riforma della legge elettorale, giudicandola irricevibile anche dopo l’ipotesi di modifiche sulle preferenze.
Noi Moderati presenterà un emendamento per reintrodurle, mentre la maggioranza valuta possibili correttivi dopo il caos alla Camera. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ipotizzato una formula che garantisca maggiore equilibrio di genere, ad esempio riservando il 50% dei capilista bloccati alle donne.
Matteo Salvini auspica di recuperare il tema delle preferenze durante l’esame a Palazzo Madama. Le opposizioni, però, restano contrarie: il Pd accusa la maggioranza di costruire una legge “su misura” per penalizzare gli avversari, mentre Avs la definisce “inemendabile” e una “truffa”.
“La guerra si vince con il cuore e con l’acciaio e la sovranità a popolo può ancora essere restituita”. Inizia così il video messaggio pubblicato sui social da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, alla vigilia del voto in Senato sulla legge elettorale. In mano ha due meloni, l’allusione alla premier è evidente. L’ex generale, che di fatto cita un vecchio video pre-elettorale della presidente del Consiglio, si rivolge a lei senza nominarla: “Chi può, tiri fuori gli attrbuti e riproponiamo le preferenze”.



