’Italia è salita al quarto posto nel ranking mondiale dell’export, raggiungendo livelli mai toccati prima in termini di competitività e capacità di penetrazione sui mercati internazionali. La notizia non è proprio da prima pagina, né da prima serata: troppo tecnica – da addetti ai lavori – ovvero imbarazzante ed in controtendenza rispetto a chi vorrebbe il nostro Paese in affanno, schiacciato dalle altre potenze economiche mondiali.
Crescere sui mercati internazionali in una fase così complessa, qual è quella attuale, significa che le nostre aziende, in particolare micro e piccole imprese, sono solide, flessibili, capaci di innovare. Ma vuole dire anche che quando la politica crea condizioni favorevoli e non ostacoli burocratici, il sistema Italia sa competere ai massimi livelli.
Italia competitiva e produttiva
Chi, sulla base di vecchi luoghi comuni o di analisi ormai superate, continua a descrivere un’Italia come nazione industriale con bassa produttività o non competitiva, arretrata sul piano della tecnologia e dell’innovazione, sta semplicemente guardando un altro film rispetto alla realtà. In molti sono tratti in inganno dai dati medi dell’Italia sulla produttività manifatturiera, che sono distorti dall’enorme numero di micro-imprese della classe con meno di 10 addetti (circa il 95% del totale delle imprese) e anche della classe 10-19 addetti (37 mila imprese) che caratterizza il nostro sistema produttivo fatto di distretti e filiere.
Vola il made in Italy
I dati riportati dalla stampa economica nazionale, secondo cui il made in Italy si è stabilmente collocato alle spalle soltanto di Cina, Stati Uniti e Germania è un traguardo accompagnato anche da un sensibile miglioramento della bilancia commerciale: negli ultimi dodici mesi il surplus dell’Italia ha raggiunto i 63,4 miliardi di dollari, con un incremento di oltre 16 miliardi rispetto all’anno precedente.
Nel frattempo è cambiata anche la natura del made in Italy. Se negli anni Settanta il marchio evocava soprattutto moda, design, arredamento, vino e agroalimentare, oggi il paniere delle esportazioni comprende comparti ad alto contenuto tecnologico e scientifico. Tra questi spiccano la farmaceutica, diventata uno dei principali motori della crescita, la meccanica avanzata, il biomedicale, la chimica specializzata e la produzione di beni strumentali. Un’evoluzione che ha trasformato il made in Italy in un sinonimo non solo di qualità estetica, ma anche di innovazione, competenza e affidabilità industriale.
Prodotti esportati: alto asset italiano
Un altro grande asset del nostro Paese è la differenziazione dei prodotti esportati. Basti pensare che l’Italia può vantare ben 110 prodotti della classificazione HS a 4 cifre del commercio internazionale, superiore ai 500 milioni di dollari. Ben 89 di tali 110 prodotti, ovvero la maggior parte, appartengono a quelli che la Fondazione Edison ha denominato i “magnifici 7” settori del made in Italy. A tali 89 prodotti si aggiungono altre due voci, una a 2 cifre, i mezzi aerospaziali, e una a 6 cifre, le autovetture superiori ai 3.000 cc. (leggasi Ferrari), che vanno a completare il quadro dei 91 nostri prodotti di eccellenza e di maggiore specializzazione internazionale.
Incentivi mirati producono risultati evidenti
Moda, cibo, vini e tabacco, mobili e materiali da costruzione, prodotti siderurgici e metallurgici, macchinari, yachts, equipaggiamenti da trasporto, prodotti medicali e per la cura personale sono settori enormemente cresciuti, anche grazie alle agevolazioni e incentivi introdotti da Industria 4.0. Dunque, come si vede, quando provvedimenti e incentivi rivolti alle imprese vengono ben ideati, finanziati e messi in campo con rigore, essi producono risultati evidenti. Senza fiumi di denaro a pioggia, ma con riforme ben focalizzate sui bisogni del sistema produttivo. In questo contesto non sono solo le microimprese quelle con cui l’Italia compete sui mercati internazionali, laddove la nostra forza risiede in un nucleo di circa 9 mila aziende esportatrici medie, medio-grandi e grandi con 50-1.999 addetti, che realizzano i tre quarti del nostro export manifatturiero, nonché in un ulteriore ristretto gruppo di una quarantina di imprese con oltre 2 mila occupati, che esportano un altro 12 per cento circa.
Superata anche la Germania sul fronte produttività
In questo tipo di imprese di maggiori dimensioni e orientate all’export, se analizziamo i livelli di produttività, battiamo addirittura la Germania. La produttività del lavoro delle medie imprese italiane con 50 – 249 addetti, data dal valore aggiunto per occupato, è infatti di ben 16 mila euro più alta di quella delle corrispondenti imprese tedesche. E persino nelle imprese medio-grandi e grandi teniamo testa alla Germania, specie se escludiamo il settore auto. Ciò perché siamo davanti ai tedeschi anche nella classe delle imprese con 250 e più addetti in numerosi settori manifatturieri, dall’alimentare all’abbigliamento-calzature, dalla gomma-plastica alla metallurgia, dalle ceramiche ai mobili. Non solo. Anche in termini di crescita, la produttività del lavoro della manifattura italiana è aumentata di più di quella tedesca. I livelli tecnologici e di innovazione delle nostre imprese esportatrici, specie dopo la rivoluzione del Piano Industria 4.0, sono ormai elevatissimi così come quelli della robotizzazione, dove, ad esempio, siamo quarti al mondo per robot installati nella meccanica o terzi nell’industria alimentare.
Determinante la stabilità politica
Nel dibattito economico non manca anche una riflessione sul ruolo delle istituzioni. Secondo alcune analisi, la stabilità politica e il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese garantiti negli ultimi anni avrebbero contribuito a creare un contesto favorevole alla crescita dell’export.
Qui il cerchio si chiude ritrovando oltre i marchi d’eccellenza (agli apici delle graduatorie internazionali) il senso di un impegno e di identità collettive che sono espressione di una nuova consapevolezza, in ragione del valore culturale e territoriale del “fare italiano”, della sua promozione, del coinvolgimento delle giovani generazioni, delle politiche formative. In quest’ottica tradizione ed innovazione non sono in contrasto, ma vanno declinate insieme: due facce di una stessa realtà, orgoglio di memoria, di professionalità, di eccellenza, di business su cui scommettere, adeguando strumenti d’intervento e di promozione. Per valorizzare le nostre tipicità. Per giocare alla pari, a livello internazionale, la partita della concorrenza e – come sta accadendo – vincerla.
Baby gang, maxi blitz della Polizia: 539 arresti e fermi in tutta Italia. Sequestrate armi e tonnellate di droga
Cronaca
Tolleranza zero contro le baby gang: è questo il messaggio inequivocabile che emerge dal massiccio blitz messo in campo all’alba dalla Polizia di Stato, che ha concluso una vasta operazione che ha interessato 44 province, per contrastare la criminalità giovanile.
Sono stati arrestati o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 492 maggiorenni e 47 minori per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti, 791 maggiorenni sono stati denunciati in stato di libertà, e 163 minorenni per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’attività dei poliziotti delle Squadre mobili, con il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, ha consentito di controllare, soprattutto in aree di spaccio e ‘movida’, 187.956 persone, di cui 19.489 minorenni.
Piantedosi: straordinaria operazione contro violenza giovanile
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rivolto “Un plauso alla Polizia di Stato per la straordinaria operazione condotta contro la violenza giovanile, che ha interessato 44 province italiane e ha visto impegnati sul campo oltre 1.000 agenti delle squadre mobili insieme agli equipaggi dei reparti prevenzione crimine”. Il capo del Viminale ha poi ricordato che l’operazione si è conclusa con 539 soggetti arrestati, 954 denunciati e con il sequestro di 136 armi e oltre 700kg di droga: “Numeri che restituiscono la misura del coordinamento e della sinergia che ha contraddistinto l’azione delle diverse questure, e testimoniano allo stesso tempo il costante e silenzioso impegno delle Forze dell’ordine nel contrastare criminalità e degrado. A tutto il personale coinvolto va la nostra gratitudine per il coraggio e il senso del dovere con cui hanno affrontato situazioni ad alto rischio, per garantire la sicurezza dei cittadini e fornire risposte concrete alle comunità colpite da episodi di violenza. Un lavoro prezioso che merita il rispetto e il riconoscimento di tutti”, ha concluso.
Reati pubblicizzati dagli autori sul web
L’attività, coordinata dal Servizio centrale operativo, si è concentrata sui giovani, in gruppo o singolarmente, dediti a reati contro la persona, il patrimonio o in materia di stupefacenti e di armi e a comportamenti illeciti che sfociano anche in forme di discriminazione e odio.
Le condotte prevalenti, anche pubblicizzate sul web dagli stessi autori, sono riconducibili a delitti di lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, detenzione illegale di armi e strumenti atti ad offendere.
Sequestrati chili di droga
Oltre ai fermi sono stati sequestrati 41 chili di cocaina, 660 chili di cannabinoidi, 2 chili di ketamina, circa 1000 pastiglie di ossicodone, oltre a quantitativi di sostanze stupefacenti e psicotrope tra cui shaboo, ecstasy e Mdma e benzodiazepine, oltre a diversi bilancini di precisione. Sono stati controllati complessivamente 1182 immobili, di cui 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 117 sale giochi e 543 esercizi commerciali e diversi luoghi di aggregazione come piazze, giardini pubblici, aree limitrofe alle stazioni ferroviarie e centri commerciali. A seguito delle verifiche sono state elevate anche 506 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di bevande alcoliche a minori.
Requisiti anche soldi e armi da fuoco
Inoltre nel corso delle perquisizioni, in cui sono stati rinvenuti e requisiti numerosi oggetti proventi di furto, tra cui collane d’oro, cellulari e 307.000 euro in contanti, sono state sequestrate 49 armi da fuoco, corte e lunghe, e munizionamento di diverso calibro. Sono state sequestrate 87 armi bianche, 95 oggetti atti ad offendere, tra cui tre storditori elettrici, una mazza da baseball, un bastone sfollagente telescopico, un bastone in metallo, bombolette di spray urticante, diversi taglierini e strumenti atti allo scasso.
Individuati 973 profili social inneggianti all’odio e alla violenza fisica
L’operazione ha consentito di individuare anche 973 profili social inneggianti all’odio e alla violenza fisica, anche contro appartenenti alle forze di Polizia, nonché all’uso delle armi da fuoco e da taglio, due sono segnalati alle Autorità giudiziarie per l’eventuale oscuramento. A Viareggio gli agenti hanno indagato in stato di libertà quattro giovani, di cui due minorenni, responsabili di lesioni e omissione di soccorso a seguito di una brutale aggressione consumata ai danni di un uomo che ha riportato la frattura del femore e una prognosi di 30 giorni.
Milano custodia in carcere per due minorenni
A Milano personale della Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due minorenni di 15 e 17 anni, accusati di rapina pluriaggravata ai danni di una giovane messa a segno la notte del 25 giugno scorso, a Milano in via Torino. Durante le concitate fasi la donna era riuscita a fare un breve video dell’aggressione e, grazie all’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e approfonditi accertamenti, è stato possibile individuare le due giovani (una italiana e l’altra tunisina). Una delle arrestate era particolarmente attiva su un noto canale social dove ha persino pubblicato poco dopo il video dell’aggressione.
A Roma indagini dopo violenze al Colosseo
A Roma, personale della Squadra mobile ha condotto un’indagine inerente ai fatti accaduti lo scorso 1 luglio nei pressi del Colosseo, quando un gruppo di ragazzi ha provocato disordini culminati nel danneggiamento della piazza, resistenza a pubblico ufficiale, accensioni ed esplosioni pericolose di materiale pirotecnico. L’attività, supportata dall’analisi dei filmati di videosorveglianza e dai servizi di osservazione, ha permesso di identificare alcuni dei partecipanti che sono stati indagati in stato di libertà. Durante le perquisizioni è stato rinvenuto materiale pirotecnico, una bomboletta spray al peperoncino ed un’arma tipo nunchaku.
Impegnati oltre 1000 operatori della Polizia
L’operazione ha visto impegnati oltre 1000 operatori della Polizia di Stato e si è concentrata sulle province di Alessandria, Ancona, Bari, Barletta-Andria-Trani, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Caserta, Catania, Como, Cremona, Firenze, Genova, L’Aquila, Latina, Livorno, Massa Carrara, Messina, Milano, Monza Brianza, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Prato, Roma, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano Cusio Ossola e Verona.



