Un incontro entro la fine di agosto tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky non è in agenda. Lo dice il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che mette, momentaneamente, una pietra tombale ad un summit tra Kiev e Mosca nonostante l’iniziativa del presidente statunitense Donald Trump per un faccia a faccia volto a porre fine alla guerra. “Putin è pronto a incontrare Zelensky quando l’agenda per un vertice sarà pronta, e questa agenda non è affatto pronta”, ha dichiarato Lavrov a Nbc News. Per il numero uno della diplomazia russa, la responsabilità dello stallo è da attribuire solo a Kiev. E ne spiega il motivo. “Il presidente Putin ha detto chiaramente che è pronto a incontrarsi, a condizione che questa riunione abbia davvero un’agenda presidenziale”. Ma a preoccupare Lavrov, a suo dire, sono le reali intenzioni del presidente ucraino. “Ha persino detto no alla cancellazione della legislazione che vieta la lingua russa. Come possiamo incontrarci con una persona che finge di essere un leader?”. Ma soprattutto, perché, secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, nell’incontro di lunedì a Washington tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, il presidente ucraino, come riferisce l’agenzia Tass, ha “respinto tutte le proposte del presidente americano per una soluzione del conflitto”. Uno stallo che rischia di allungare ancora di più la vista di qualche spiraglio verso la pace.



