C’è una data da fissare nel calendario della Chiesa di Roma, anzi delle Chiese cristiane. Ed è quella della Pasqua del 2033, l’anno del Giubileo indetto per i duemila anni esatti dalla Resurrezione di Cristo, dall’evento della Redenzione. Questione di fede, ma non solo. L’obiettivo è celebrare la Pasqua comune tra cattolici e ortodossi. Era il sogno di papa Francesco, che Leone XIV ha voluto fare proprio, trasformandolo in una missione personale dalla duplice traiettoria, storica e profetica insieme.
“Pasqua di pace” verso il Giubileo del 2033
Un obiettivo che però non nasce soltanto da coincidenze di calendario e suggestioni simboliche, ma che va iscritto nella grande agenda fissata dal Concilio Vaticano II, che elevò le aspirazioni del movimento ecumenico del primo Novecento tra le priorità del cattolicesimo del terzo millennio. Uno sforzo di unità che ha visto tutti i pontefici protagonisti di un lavorio intenso e difficile, segnato da incomprensioni e lacerazioni, ma anche ricco di sorprese inattese e passaggi incoraggianti. Ed è a questa storia che Antonio Preziosi, direttore del Tg2 e saggista attento alle questioni vaticane, ha voluto rendere ragione con il saggio Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV, verso il Giubileo del 2033, pubblicato da Edizioni San Paolo.
I Papi in cammino
«L’idea di questo libro è nata nel giugno del 2024, quando papa Francesco ha annunciato il suo desiderio di recarsi a Nicea per commemorare il 1700° anniversario dell’omonimo Concilio insieme al patriarca ortodosso Bartolomeo I», si legge nell’introduzione. La parola fine arriva mentre «papa Leone chiudeva la porta santa del Giubileo del 2025». In mezzo ci sono la dipartita del pontefice argentino, avvenuta nel giorno del Lunedì dell’Angelo dello scorso anno, e il viaggio di Robert Prevost in Turchia (e in Libano), confermato a pochi giorni dall’elezione al soglio pontificio, per celebrare una delle tappe fondamentali della bimillenaria storia della Chiesa universale.



