Educazione sessuale e affettiva a scuola: cosa c’è davvero nella proposta di legge e perché non è ancora in vigore

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Negli ultimi mesi il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane è
tornato centrale, generando discussioni accese e spesso confusione. Sui social si parla di
un provvedimento già approvato, di un decreto-legge imminente e di obblighi che
avrebbero già modificato l’orario scolastico. Ma la documentazione ufficiale racconta una
realtà molto diversa: non esiste alcuna legge in vigore. Al momento c’è soltanto un
disegno di legge, il DDL S. 943, ancora fermo in Commissione al Senato.
Presentato il 21 novembre 2023 su iniziativa del senatore Peppe De Cristofaro, il testo
punta a introdurre nelle scuole un insegnamento strutturato di educazione sentimentale,
sessuale e affettiva. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: favorire nei giovani la
consapevolezza emotiva, promuovere relazioni rispettose e contribuire a contrastare
stereotipi e comportamenti violenti. Il disegno di legge richiama dati drammatici: 105
femminicidi solo dall’inizio del 2023 e un aumento del 73% delle richieste ai centri
antiviolenza durante la pandemia.
Nel concreto, il testo prevede un’ora settimanale aggiuntiva nelle scuole secondarie, la
revisione dei programmi scolastici, la formazione obbligatoria del personale e l’adozione, a
partire dal 2024/2025, di libri di testo conformi al codice POLITE sulle pari opportunità. Le
linee guida dovrebbero essere definite entro 120 giorni da un futuro decreto ministeriale,
ma solo dopo l’approvazione della legge, che a oggi non c’è.
Il punto chiave è proprio questo: secondo il fascicolo ufficiale del Senato, l’iter del
provvedimento risulta “in corso di esame in Commissione” al 22 ottobre 2025. Non è mai
arrivato in Aula, né al Senato né alla Camera. Non è stato votato, non è stato approvato,
non è stato promulgato e non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In sostanza: non è
legge.
Il DDL, di natura ordinaria, è stato oggetto di sedute e audizioni nelle quali sono stati
discussi emendamenti, proposte di modifica, perplessità e richieste di chiarimento. Le
posizioni politiche restano distanti: da un lato chi ritiene indispensabile introdurre percorsi
educativi che affrontino la sfera emotiva e relazionale; dall’altro chi teme un
appesantimento dei programmi o un’ingerenza eccessiva su temi sensibili. Le discussioni
informali e istituzionali proseguono, ma non si è arrivati a un testo condiviso capace di
entrare nella fase successiva dell’iter.
A livello normativo, quindi, non cambia nulla per le scuole. Non ci sono nuove ore di
lezione, non ci sono nuovi obblighi, non ci sono nuove linee guida né modifiche nei libri di
testo. Ogni progetto attualmente attivo negli istituti continua a essere un’iniziativa
autonoma, come previsto dall’autonomia scolastica.
In un momento storico in cui il tema dell’educazione alle relazioni è sempre più urgente, la
distanza tra il dibattito pubblico e lo stato reale del provvedimento è significativa. Le
discussioni si moltiplicano, ma il Parlamento non ha ancora espresso una posizione
definitiva. Fino a quando il DDL S. 943 non completerà l’intero percorso legislativo,
nessuna innovazione normativa entrerà nelle aule scolastiche.
Per ora resta una proposta, oggetto di confronto ma non di applicazione. E nelle scuole
italiane, nel frattempo, tutto continua come prima.

I PRO

  1. Prevenzione della violenza di genere
    La relazione introduttiva del disegno di legge cita dati allarmanti — tra cui 105 femminicidi
    registrati dall’inizio del 2023 — per sostenere che un percorso educativo stabile potrebbe
    contribuire a formare relazioni più rispettose e consapevoli.
  2. Educazione alle emozioni e alla gestione dei conflitti
    Il testo insiste sul ruolo della scuola nella promozione del rispetto reciproco, della
    comunicazione non violenta e della consapevolezza dei sentimenti, temi oggi centrali
    nell’adolescenza.
  3. Superamento degli stereotipi di genere
    L’obiettivo dichiarato è fornire agli studenti strumenti per riconoscere e decostruire
    pregiudizi culturali che alimentano discriminazioni e comportamenti aggressivi.
  4. Strutturazione nazionale di attività già presenti
    Molti istituti hanno da anni progetti di educazione affettiva o sessuale: la legge mira a
    trasformare esperienze sporadiche in un quadro uniforme.

I CONTRO

  1. Aumento delle ore scolastiche
    Il DDL prevede un’ora settimanale aggiuntiva nelle scuole secondarie, con conseguente
    modifica dell’orario annuale e aumento del fabbisogno di personale. Una scelta che parte
    del mondo scolastico considera difficile da assorbire.
  2. Contenuti sensibili e ruolo delle famiglie
    Il provvedimento tocca temi — corpo, sessualità, identità, affettività — che alcune famiglie
    ritengono debbano rimanere nell’ambito domestico o comunque condivisi con maggiore
    gradualità.
  3. Formazione obbligatoria del personale
    Il testo impone corsi di aggiornamento ai docenti e agli educatori: un ulteriore carico di
    lavoro e costi organizzativi che non tutte le scuole considerano sostenibili.
  4. Incertezza applicativa
    Senza una definizione chiara dei contenuti — affidati a un futuro decreto ministeriale —
    alcuni esperti segnalano il rischio di interpretazioni disomogenee o di sovrapposizione con altre discipline.

Valentina Alvaro

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