Due ore di adrenalina e cuore: il concerto di Bryan Adams del 13 agosto 2025

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Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’articolo scritto a Helsinki da Roberto Buono sul concerto di Bryan Adams

Arrivo all’Ice Hall di Helsinki alle 18 in punto, file ordinate e guardaroba veloce. Dentro fa un po’ caldo, ma l’attesa è parte del rituale. Io praticamente in transenna leggermente a sinistra. Nonostante la posizione, l’acustica era davvero eccellente: ogni dettaglio della voce e degli strumenti arrivava chiaro e potente. Il volume aveva un livello perfetto ed il suono risultava definito e ben bilanciato. Il palazzetto, moderno e ben organizzato, riflette la cultura musicale finlandese: ordine, rispetto per gli artisti e attenzione al suono. I finlandesi, noti per la loro passione per la musica rock, sanno godersi un concerto senza eccessi caotici, ma con entusiasmo autentico. A pochi metri dall’inizio, le proiezioni sul video wall catturano subito l’attenzione: Adams di spalle, con accappatoio da pugile e la scritta “Roll with the punches”. Appaiono un karateka, una vecchietta in sedia a rotelle che traina una vecchia auto americana. Una simpatica introduzione che mette subito il pubblico a suo agio. “Roll with the punches” non è solo il titolo del tour e dell’album: per Bryan significa affrontare la vita con resilienza e coraggio. Alle 20:11 si spengono le luci. Parte un’energia incredibile: Bryan passa dal microfono centrale a quello di sinistra, poi sul prolungamento centrale dove si alterna col chitarrista Keith Scott. Tra un pezzo e l’altro nessuna pausa, neppure piccola. Un enorme guantone gonfiabile passa sul pubblico proprio durante la title track del tour, mentre Adams suona inizialmente il basso, per poi imbracciare la chitarra in brani come “18 till I die”. Un momento di commossa memoria arriva con la dedica a Tina Turner, ricordando la grandezza della collega e ispirazione per molti artisti. Il brano successivo, suonato con potenza e assoli taglienti del suo fido chitarrista Keith Scott, mette in evidenza la maestria tecnica della band. Segue un momento più intimo: Bryan invita il pubblico ad accendere le torce dei telefoni e commemora il padre recentemente scomparso. Il ritmo si abbassa e i toni diventano più caldi con “Shine a Light”, mentre sul video wall scorrono immagini di lui giovanissimo; scherza sul vecchio taglio di capelli, invitando il pubblico a non ridere. Con “This Time” arriva una bella ballata rock. La serata prosegue con “Make Up Your Mind”, seconda traccia dell’ultimo album: un inno all’autodeterminazione, con le parole che scorrono sul video wall. Segue un momento divertente in cui Bryan, vicino al cameraman, incita il pubblico a agitare le magliette e toglierle se vogliono, inquadrando la festa collettiva. Dopo “Twist and Shout”, arriva “A Little More Understanding”, brano rock classico con il video che scorre alle spalle. Il concerto esplode definitivamente con “Summer of ’69”: il palazzetto si infiamma, Bryan al massimo, la voce calda nonostante quasi due ore di performance ininterrotta. Si diverte a scambiarsi di posizione con Scott tra destra e sinistra del palco, poi avanza nella appendice centrale per un duetto solo chitarra e voce alternato col pubblico. Segue “Cuts Like a Knife”. Il bis comprende “Can’t Take My Eyes Off You” (cover di Frankie Valli), momento gioioso e leggero e “Straight From the Heart”, acustica su un piccolo palco secondario infondo alla sala, atmosfera intima e sospesa. Su “All for Love”, ultimo brano in scaletta (brano inciso in collaborazione con Rod Stewart e Sting), Bryan invita nuovamente il pubblico ad accendere le torce dei propri telefoni, trasformando l’arena in un mare di luci tremolanti. La dedica ai bambini che soffrono a causa della guerra, un chiaro riferimento a Gaza. Il gesto crea un momento di silenziosa partecipazione collettiva: applausi e luci si mescolano mentre la band accompagna le emozioni con un’interpretazione piena di sentimento, ricordando a tutti il potere universale della musica come ponte di solidarietà. Le luci scendono lentamente, il pubblico applaude fragorosamente e l’Ice Hall rimane immerso nell’eco di una musica che ha unito emozione, energia e ricordi, suggellando una serata memorabile per tutti i presenti.

Formazione:

  • Bryan Adams – voce, chitarra, basso
  • Keith Scott – chitarra solista
  • Gary Breit – tastiere
  • Norm Fisher – basso
  • Mickey Curry – batteria

Roberto Buono

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