Dante in 3D: l’eternità della Commedia diventa spettacolo

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Dopo i ripetuti sold out nei principali teatri italiani e la tournée in Cina nel 2025, La Divina Commedia Opera Musical, kolossal prodotto da MIC International Company, è tornata a Roma martedì 24 febbraio sul palcoscenico del Teatro Brancaccio. La nuova versione, diretta da Andrea Ortis, si presenta arricchita da effetti tecnologici ancora più evoluti: luci e proiezioni immersive in 3D disegnano quadri in continuo mutamento, restituendo alla scena nuova potenza visiva e straordinaria suggestione.


Ortis firma anche i testi insieme a Gianmario Pagano, mentre le musiche originali sono di Marco Frisina. Le scene mobili, costruite sui disegni di Lara Carissimi, sono valorizzate dalla preziosa cornice delle luci di Valerio Tiberi e dalle proiezioni di ultima generazione di Virginio Levrio, creando ambienti suggestivi che amplificano la dimensione visionaria del poema e contribuiscono a un impianto spettacolare coeso e immersivo. Le coreografie di Massimiliano Volpini, che guidano il corpo di ballo, danno ritmo e fisicità al racconto, integrandosi in modo organico con la partitura musicale.
Uno spettacolo che negli anni ha collezionato importanti riconoscimenti: la Medaglia d’Oro della Società Dante Alighieri, il Premio Persefone come Miglior Musical (2019 e 2020), il riconoscimento del Senato della Repubblica e il patrocinio del Ministero della Cultura nel 2021.


L’apertura è affidata a uno schermo-sipario che proietta una Firenze contemporanea e poi arretra nel tempo tra guerre e grandi figure della storia e dell’arte italiane, come Galileo, Caravaggio e Leonardo da Vinci, fino ad approdare a Dante, il Sommo Poeta. Da qui prende avvio il viaggio del pubblico al fianco del mistico pellegrino attraverso i tre regni ultraterreni, seguendo l’impianto narrativo delle tre cantiche della Divina Commedia.
La voce narrante fuori scena è quella di Giancarlo Giannini. In scena, Antonello Angiolillo interpreta un Dante maturo e tormentato, proiezione fisica del poeta che, smarrito nella selva oscura, intraprende un percorso di conoscenza e salvezza. Accanto a lui, Andrea Ortis è un Virgilio saldo e partecipe, maestro del Sommo Poeta e sua guida attraverso l’Inferno; Myriam Somma veste i panni di una Beatrice luminosa, volto della luce e guida di Dante nell’approdo finale in Paradiso. Completano il cast Leonardo Di Minno, Arianna Talè, Gipeto, Antonio Sorrentino e Federica De Riggi.


Le proiezioni 3D avvolgono il pubblico e lo immergono nell’universo poetico della Commedia, trasformando il palcoscenico in un libro animato che “sfoglia” Inferno, Purgatorio e Paradiso. La tecnologia diventa parte integrante della narrazione, rendendo lo spettacolo attraente e accessibile anche ai più giovani, oltre che potenzialmente formativo, pur con qualche passaggio in cui la resa del testo cantato non sempre garantisce piena comprensione; ciò non impedisce tuttavia di lasciarsi catturare dal fascino della narrazione di quest’opera straordinaria della letteratura italiana.


In essa il Poeta affronta e supera una prova mai concepita prima: l’attraversamento, da uomo, dei tre regni ultraterreni. Il viaggio inizia nell’Inferno, tra le rovine spaventose della dannazione eterna, in una discesa potente e visionaria: dalle fiere a Caronte, da Ulisse al conte Ugolino, fino alla Città di Dite. Tra i momenti più intensi, la confessione di Francesca si distingue per l’alto valore poetico dei versi, magistralmente armonizzati in musica e affidati alla voce incantevole di Arianna Talè, accompagnata dalle eleganti coreografie di Volpini. Di grande impatto anche l’incontro con Pier delle Vigne nel bosco dei suicidi: Antonio Sorrentino (che si distingue anche nell’interpretazione di Arnaud) restituisce con forza il dolore del personaggio, trasformato in albero, attraverso i movimenti contorti dei suoi rami come smorfie di sofferenza, in una scena impreziosita da un arrangiamento musicale che introduce sonorità più distorte e accenni rock, spezzando il registro più uniforme dello spettacolo.


Superato Lucifero ed “usciti a riveder le stelle”, il percorso si fa ascensionale nel Purgatorio, monte antitetico all’Inferno e custodito da Catone, simbolo di libertà. Qui spicca l’incontro con Pia de’ Tolomei, evocata da una danza di foglie autunnali di delicata poesia, che nella loro caducità simboleggiano la fragile e breve esistenza terrena della giovane donna. Segue l’apparizione di Matelda: sarà lei, non potendo Virgilio proseguire, ad accompagnare il poeta fiorentino verso l’incontro finale con Beatrice, che diventa guida in Paradiso, dove regna «l’Amor che move il sole e l’altre stelle».


In oltre due ore e trenta di spettacolo, la regia visionaria di Ortis intreccia parola, musica e tecnologia in un crescendo di tensione emotiva. Il pubblico del Brancaccio, che ha gremito la platea, ha accolto lo spettacolo con lunghi applausi. Un allestimento ambizioso e avvolgente che restituisce, con linguaggi contemporanei, la forza senza tempo del viaggio dantesco nell’animo umano, capace ancora oggi, dopo sette secoli, di parlare con sorprendente attualità. Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende così forma in uno spettacolo di voci, danza e tecnologia, in scena fino a domenica 1 marzo.

Laura Trinci

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