Nave (M5s): “Siamo in ritardo sugli obiettivi Ue”Cattaneo (FI): “L’Italia punta alla diversificazione”Simiani (PD): “Da governo stop alle rinnovabili”Barabotti (Lega): “Sovranità energetica è la priorità”
considerato uno strumento fondamentale per garantire maggiore autonomia e sicurezza energetica. E’ stato portato avanti un lavoro sulle energie rinnovabili, attraverso la semplificazione degli iter autorizzativi e la revisione del Piano nazionale energia e clima. Fotovoltaico, eolico offshore e tecnologie avanzate rappresentano un mix strategico per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Italia e dall’Europa. Il nostro Paese dispone di competenze industriali storiche, dalla siderurgia alla meccanica avanzata, che possono sostenere la crescita di una filiera energetica nazionale. Per questo l’esecutivo ha approvato specifiche misure per favorire lo sviluppo di una filiera fotovoltaica nazionale e sta creando le condizioni per impegnare l’avanguardia dell’industria Made in Italy sulla realizzazione dell’eolico offshore”.Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “L’energia marina rappresenta una delle frontiere più promettenti della transizione energetica. In Italia, diverse università del Sud stanno lavorando al progetto Smart per sviluppare convertitori capaci di sfruttare il moto ondoso e le correnti marine. Le esperienze internazionali, come quelle avviate in Cina con turbine mareomotrici installate in aree ad alta intensità di correnti, dimostrano le potenzialità di questa tecnologia. Secondo l’analisi, l’energia del mare può offrire una produzione più stabile e prevedibile rispetto a solare ed eolico, anche se oggi il settore è ancora frenato da costi elevati, tecnologie non completamente mature e difficoltà operative legate all’ambiente marino. Per questo è fondamentale investire nella ricerca e nei progetti pilota, puntando a un futuro energetico sempre più diversificato e sostenibile”.Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Bisogna partire dalle analisi di Enea e Terna sui gravi ritardi registrati rispetto al target del Piano nazionale integrato su energia e clima. Siamo al di sotto del 20% mentre l’obiettivo 2025 era del 25%. L’Italia dipende dall’estero per oltre il 75% di energia e la copertura delle rinnovabili è assolutamente insufficiente. Sarebbe il caso anche di distinguere le diverse famiglie dell’energia verde, tra solare ed eolica da una parte e poi quelle in forma costante come l’idroelettrico e la geotermica. Ci sono poi le biomasse e l’energia marina di cui non parla nessuno. Settori che i pionieri dell’energia alternativa dichiarano avere grandi potenzialità ancora inespressa”.



