A oltre quarant’anni di distanza dall’indimenticabile proiezione del “Napoleon” di Abel Gance (con musiche di C. Coppola), e dopo qualche decennio di pausa dovuta a lavori di restauro e ripristino, la Basilica di Massenzio torna con decisione ad essere il centro di eventi culturali veramente degni di nota.
Questo anno l’Accademia di Santa Cecilia è tornata ad organizzare la sua stagione estiva proprio a Massenzio, nel Parco archeologico del Colosseo. Mercoledì 15 luglio, questo posto unico al mondo è stato il palcoscenico di una serata musicale interamente dedicata a musiche di Giuseppe Verdi.

Il programma proposto nella prima parte ha visto alternarsi brani tratti dall’Aida (sinfonia), brani corali dall’opera I Lombardi alla prima crociata e numeri dall’opera Macbeth. La scelta musicale è stata molto funzionale a introdurre la serata, ha consentito di creare la giusta atmosfera e di condurre all’ascolto dei brani in cui il Coro è diventato protagonista a pieno titolo. Tra i brani corali tratti del Macbeth sono state alternate alcune danze eseguite con precisione e vivace musicalità.
La seconda parte del concerto ha riservato l’esecuzione dell’insieme di musiche senz’altro più note e più popolari del musicista parmense. Forse più omogenea rispetto alla prima frazione e sapientemente organizzata in un crescendo di brani coinvolgenti, l’Orchestra ha eseguito dapprima la sinfonia dal Nabucco (l’opera giovanile forse più indovinata di Verdi), seguita dai brani corali “Gli arredi festivi” e l’immancabile “Va pensiero sull’ali dorate”.

Relativamente all’esecuzione, la sinfonia del Nabucco, inizialmente staccata forse su tempi un poco dilatati (ma forse siamo viziati dall’indimenticabile esecuzione del Maestro Sinopoli, consegnata alla memoria su disco nella registrazione del 1983), è stata poi lasciata fluire con moto più vivace e appassionato consentendo ai ritmi più decisi di conquistare con sicurezza e determinazione l’attenzione e la partecipazione del pubblico. L’aria corale “Gli arredi festivi” ha poi costituito il ponte ideale verso il noto e sempre coinvolgente brano “Va pensiero”, che costituisce il culmine dal pathos nel Nabucco e che ha concluso la selezione dei brani tratti da quest’opera.
La parte conclusiva del concerto ha preso le mosse con la Sinfonia dei Vespri siciliani e ha poi condotto all’esecuzione del Finale del II Atto dell’Aida, in un crescendo travolgente che ha convinto – laddove ci fosse stato bisogno – i presenti a tributare ai musicisti l’opportuno tributo di applausi nella crescente afa di una splendida serata romana.

Le esecuzioni delle musiche si sono avvalse dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori, composta interamente da giovani musicisti, che hanno interpretato con grande entusiasmo ed equilibrio le solide indicazioni musicali del Maestro Diego Ceretta, presenza sempre più prominente nel panorama musicale italiano ed internazionale. Una menzione speciale va al Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha ribadito la grande validità del proprio apporto già fornito durante la Stagione Sinfonica presso l’Auditorium di Roma nella stagione appena conclusa. A mio giudizio, questo complesso, diretto dall’ottimo Maestro Andrea Secchi, è stato una delle colonne portanti delle qualità espresse dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; speriamo di ritrovarlo ulteriormente rinforzato nella prossima stagione musicale ospitata nel magnifico Parco della Musica di Roma.

Enrico Levrini



