Vannacci scarica Barboni dopo il pestaggio del migrante: “Contrario alla violenza, non si stava difendendo”

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David Parenzo incalza Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale finito al centro delle polemiche per aver colpito un uomo che bloccava il traffico, postando poi il video sui social.

Di fronte alle contestazioni del conduttore, che gli ricorda la gravità del gesto («Quello che lei ha commesso è un reato. Lei capisce che quella è un’aggressione?»), Barboni prova a difendersi sostenendo di aver agito dopo ore di esasperazione e molestie da parte dell’uomo.

La sua giustificazione gela lo studio: «Non dico che dovevo avere un premio, però…».

Roberto Vannacci prende le distanze da Giuseppe Barboni dopo il pestaggio ai danni di un migrante avvenuto sabato scorso a San Benedetto del Tronto. Per il generale quella messa in atto dall’imprenditore non era difesa ma violenza, a cui “sono sempre stato contrario”, dice. L’uomo di origini irachene vittima del pestaggio ha presentato denuncia al commissariato di polizia.

“Vedo solo oggi quel filmato, io sono sempre stato contro la violenza se non giustificata da necessità di difesa, e questo non mi sembra il caso….”, ha dichiarato il leader di Futuro nazionale, scaricando così Barboni, con cui fino a non troppo tempo fa condivideva cene e incontri politici.

L’esponente marchigiano di Futuro Nazionale, molto vicino al generale e non solo (nel suo profilo esibisce conoscenze importanti, da ministri a personaggi di fama internazionale), sabato sera ha preso a pugni Michael Habeeb Jousif, un cittadino immigrato, che a suo dire avrebbe molestato donne e bambini mentre intralciava il traffico a San Benedetto del Tronto. Il tutto è stato ripreso dalla telecamera di un telefonino.

Il video del pestaggio è stato postato sui social dallo stesso Barboni, vantandosi. A Fanpage.it il militante vannacciano, con un passato da lottatore di MMA, non si è mostrato affatto pentito. Anzi, ha rivendicato l’aggressione – “ho fatto quello che bisognava fare, stava creando disturbo” – sostenendo di esser stato “fin troppo gentile” nei confronti di quelli che lui ha definito “melme ingrate”, con riferimento agli immigrati che lasciano il proprio Paese per raggiungere l’Italia. “Se volevo lo mandavo in coma”, ha rimarcato.

Barboni si è giustificato, spiegando di aver agito perché temeva che Jousif avesse con sé un coltello (sebbene nel filmato non vi è traccia di armi da taglio). Interrogato sul perché non avesse chiamato le forze dell’ordine, l’imprenditore si è limitato a dire che la polizia era già intervenuta tre volte, senza tuttavia risolvere la questione.

Nel video, andato virale nelle ultime 48 ore, a un certo punto si vede Barboni immobilizzare, buttare a terra e colpire l’immigrato che fino a quel momento gli aveva rivolto una serie di insulti, mentre occupava la strada, in evidente stato di alterazione.

Oggi dopo la denuncia della vittima la palla passa ufficialmente in mano alla Procura di Ascoli Piceno che accerterà la dinamica dei fatti. È probabile che venga aperto un fascicolo contro Barboni presumibilmente per lesioni personali. L’iracheno ha presentato, insieme alla denuncia, un certificato con 14 giorni di prognosi.

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