Una serata di cuore al Tor Bella Monaca

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Assisto a Questa volta te lo dico che ti amo al Teatro di Tor Bella Monaca e ho ancora addosso quel mix strano di sorriso e un briciolo di magone. La sala si presenta bella piena e vibrante per lo spettacolo delle 21,00, dato che il passaparola alimentato dal successo delle scorse edizioni richiama un pubblico numeroso e profondamente partecipe.

La pièce è una di quelle commedie che ti fregano con dolcezza, poiché iniziano facendoti ridere di gusto e finiscono per farti riflettere su quel treno perso che ognuno di noi conserva in un angolo dell’anima. La storia di Dario e Monica parte da lontano, da un’altalena e da un bacio mai dato. Si tratta di un momento di pura tenerezza che prende vita grazie alle interpretazioni delicate di Lorenzo Coviello, nei panni di Dario bambino, e della piccola Agata Marini. Da quel frammento di infanzia ci catapultiamo vent’anni dopo in una rimpatriata di Capodanno che somiglia a un campo di battaglia fatto di ricordi.

Non è affatto semplice gestire tredici attori contemporaneamente sul palco, ma qui ogni interprete brilla di luce propria con una naturalezza incredibile. La regia di Lucia Radicchi, che conta sul prezioso supporto dell’aiuto regia Giorgia De Andreis, riesce nell’impresa di non far pesare il numero elevato di personaggi. Insieme creano una dinamica di gruppo che sembra vera e tangibile, simile a quelle cene tra ex compagni di scuola dove riaffiorano vecchi veleni e affetti mai spenti. Risulta fondamentale per la perfetta riuscita di questo ingranaggio anche il lavoro di Roberta Bosi, che come direttrice di palco coordina ogni movimento dietro le quinte con precisione estrema.

Valeria Toti Lombardozzi e Alberto Orsini mostrano un’alchimia naturale nei panni di Monica e Dario, i due poli magnetici attorno a cui ruota tutta la vicenda. Il resto della classe sostiene il ritmo con dinamiche spassose, dove Flavio De Andreis interpreta lo scatenato Federico, vero motore instancabile della festa, affiancato da Giuseppe Cantagallo nei panni del forzuto Camillo e da Alessio Ridolfi, che dà volto al lunare e sognante Manuel. Sul fronte femminile la scena è vivacissima grazie alla vulcanica Amanda di Barbara Serafini e all’enigmatica e “occulta” Francesca interpretata da Alessandra Parrella e alla premurosa “crocerossina” Ilaria di Laura Proietti e a Silvia di Rossella Bullettini, l’ex “brutto anatroccolo” della classe che ora ritroviamo splendidamente rifiorita.

Tutto il gruppo mantiene una tensione narrativa altissima e trasforma la reunion della Terza C in un vortice di nostalgia e risate, dove i pasticci e le intemperanze dei compagni fanno da spalla al timido tentativo di Dario di dichiarare finalmente il suo amore. A ostacolare i suoi piani interviene però l’antagonista della storia il produttore Adalberto Croce, interpretato da Giulio Maria Coli, l’uomo che è ormai sul punto di sposare l’amata di Dario. L’equilibrio tra le risate e la nostalgia di un tempo in cui non esiste ancora il telefonino è un passaggio continuo tra gag surreali, battute fulminanti e momenti di una tenerezza infinita.

Il tema dell’occasione mancata è universale e vederlo trattato con questa ironia leggera lo rende vicinissimo a chiunque siede in platea. C’è poi questa farfalla portafortuna che aleggia sulla scena e che rappresenta il simbolo di quel coraggio che spesso ci manca nei momenti decisivi. Una nota di merito particolare va alle scenografie di Vincenzo Parrella e ai costumi di Annarita Orsini, i quali riescono a restituire visivamente quel senso di realismo domestico e di sospensione temporale necessario per rendere credibile questa rimpatriata. Ogni dettaglio è curato con amore e rende l’esperienza immersiva e autentica.

Il testo di Luca Franco, Questa volta te lo dico che ti amo è un palese e affettuoso tributo all’atmosfera di Compagni di scuola, il capolavoro cinematografico di Carlo Verdone. Proprio come nella pellicola del 1988, ci ritroviamo proiettati in una notte di San Silvestro dove, dopo vent’anni di distanze, un gruppo di vecchi amici prova a ritrovarsi davvero.

Uscendo dal teatro senti proprio il calore di una storia scritta col cuore. È una commedia brillante, certamente, ma con una nota malinconica che ti resta attaccata alla pelle. L’amore ha dei tempi tutti suoi, spesso assurdi, ma sempre dannatamente poetici. Se cercate una serata che vi faccia sentire un po’ meno soli con i vostri rimpianti e molto più pronti a ridere dei vostri pasticci sentimentali, questo è il posto giusto. Quando si parla al cuore con questa sincerità e per uno scopo così importante, il successo è inevitabile.

Inoltre è fondamentale ricordare che il Teatro Tor Bella Monaca ospita questo evento non solo per l’arte, ma per una causa nobile come la raccolta di beneficenza per la lotta contro il cancro, grazie all’associazione Aurora Tomaselli.

Valentina Nasso

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