Can Yaman invitato alla festa della Polizia, evento che pare si tenga annualmente e che stavolta doveva celebrare il 174esimo anniversario della Polizia di Stato. Yaman, che era ospite allo Spazio della Legalità, decide di farsi il consueto bagno di folla, e andare in Piazza del Popolo a Roma a firmare autografi e farsi dei selfie con alcuni fan. Tutto andava per il meglio, lui sfoggiava il consueto capello effetto bagnato abbinato a camicia sbottonata a far intravedere i pettorali importanti, quando a un certo punto una mano femminile con unghia laccata di rosso inizia ad accarezzagli il viso. Il protagonista prende la mano della signora e la allontana con calma dal proprio collo, interrompendo così la fuga verso il petto, al quale era, senza dubbio e senza bisogno di Var, indirizzata.
Ora, Yaman non ne ha fatto una tragedia, e la sua ospitata alla festa della polizia è andata avanti senza drammi, però ci sono un po’ di domande che sorgono, come si suol dire, spontanee, di fronte a un caso del genere.
Perché il contatto fisico è qualcosa che non può prescindere dal consenso. Eppure i fan spesso se ne fregano. Ce lo ricordano le tante volte in cui Justin Bieber è stato afferrato o toccato durante concerti, con tanto di tentativi di tirarlo giù dal palco. O quella volta nel 2015 in cui durante un evento promozionale, un fan tentò di baciare Scarlett Johansson sul red carpet. O, ancora, quando nel 2013 durante un concerto a Copenaghen, una persona del pubblico diede uno schiaffo sul sedere di Beyoncé, che continuò a cantare facendo finta di niente.
Quando si entra nella dinamica del contatto, della fisicità, del gesto d’affetto, è fondamentale, è primario che la cosa vada bene ad entrambi. E invece la signora dalle unghie smaltate non ha prima domandato a Yaman se potesse toccargli volto, collo, potenzialmente petto: l’ha fatto e basta.



