Ue sconfitta di immagine e sostanza

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L’accordo sui dazi tra Ue e USA , segna una secca sconfitta per gli europei in quanto ad immagine e sostanza. È una sconfitta di immagine in quanto la Presidente della Commissione europea, la baronessa Ursula von der Leyen è dovuta andare a trattare la resa nel resort privato di Donald Trump in Scozia. È altresì una sconfitta politica per la Commissione e i governi dell’Ue, perché frenati da Italia e Germania che sono i maggiori esportatori verso gli USA e non hanno voluto uno scontro con il governo americano. Merz e Meloni hanno avuto la meglio sulle intenzioni bellicose di Macron e Sancez. E la von der Leyen ha strizzato l’occhio a questa nuova alleanza che di fatto ribalta l’alleanza di centro sinistra dalla quale è stata eletta. Le nuove tariffe senza dubbio penalizzano l’ Europa, anche se bisogna riconoscere che più di tanto non si sarebbe potuto ottenere. Ma la vera partita si gioca sul piano extra tariffario perché è qui che si evidenzieranno tutte le ambiguità che rischiano di generare un conflitto permanente tra Ue e USA. L’Ue ha assunto impegni che non sa se vorrà o non potrà mantenere. L’impegno ad acquistare gas liquefatto e petrolio per 750 miliardi di dollari in tre anni. La promessa di investire 600 miliardi in attività produttive oltre all’acquisto di un enorme quantitativo di armi , in vista del piano di riarmo comune. Tutti impegni senza alcun tipo di garanzia e affidati al mercato privato. A questa manifesta ambiguità si aggiunga che l’Europa si è tenuta le mani libere sulla regolamentazione del web, con la facoltà di imporre alle imprese americane oneri molto elevati. Alla fine in termini di conflittualità da risolvere , sostanzialmente, siamo al nulla di fatto. Ursula von der Leyen ha solo, cercato solo di guadagnare tempo, tenendo un atteggiamento di sottomissione, che non ha fatto onore ne’ a lei , ne’ all’Europa. Quello che è chiaro che è nato un asse privilegiato tra Italia e Germania che ha legato le mani alla Ue, compromettendone gli equilibri interni. Presto i nodi verranno al pettine e allora sarà sempre più difficile recuperare l’antico rapporto con l’altra sponda dell’Atlantico.

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