Putin dà la colpa all’Occidente per la crisi ucrainaLa telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin è durata circa un’ora ma ha toccato tre delle principali linee di frattura della geopolitica globale: la guerra in Ucraina, la crisi mediorientale legata all’Iran e la situazione in America Latina con il nodo Venezuela.Il colloquio, definito dal Cremlino “franco e concreto”, si inserisce in una fase di tensione internazionale crescente e segnala che Washington e Mosca continuano a parlarsi nonostante il confronto strategico aperto su più fronti. Secondo le ricostruzioni diffuse dopo la conversazione, i due leader hanno discusso anzitutto della guerra che coinvolge l’Iran e dei possibili canali diplomatici per fermare l’escalation.Russia e Stati Uniti restano su posizioni diverse ma Putin avrebbe indicato la disponibilità di Mosca a contribuire a una soluzione negoziata, mentre Trump avrebbe insistito sul fatto che la Russia potrebbe essere “più utile” se aiutasse a chiudere il conflitto in Ucraina. Il dossier ucraino rimane tuttavia il punto di maggiore distanza.Il presidente russo ha ribadito che Mosca non intende rinunciare ai propri obiettivi strategici e ha sostenuto ancora una volta che la crisi nasce da quelle che il Cremlino definisce le “cause profonde” del conflitto, tra cui l’espansione della NATO verso est e il crescente sostegno occidentale a Kiev. In questa narrazione, ormai consolidata nella diplomazia russa, la responsabilità dello scontro viene attribuita soprattutto all’Occidente e alle scelte strategiche compiute dopo la fine della Guerra fredda.Un’interpretazione respinta da Ucraina e alleati europei, che considerano invece l’invasione russa del 2022 l’atto che ha scatenato la guerra e accusano Mosca di voler ridefinire con la forza gli equilibri di sicurezza nel continente europeo. Trump, dal canto suo, continua a presentarsi come potenziale mediatore tra le parti.Negli ultimi mesi il presidente americano ha più volte sostenuto che un accordo di pace sia possibile se Kiev accetta un compromesso negoziale con Mosca, posizione che ha suscitato perplessità tra molti alleati occidentali e nello stesso governo ucraino. Accanto ai grandi dossier strategici è emerso anche il capitolo Venezuela, tema ricorrente nei contatti tra Washington e Mosca.La Russia mantiene infatti rapporti politici ed economici con il governo venezuelano e il dossier latinoamericano resta uno dei terreni di competizione indiretta tra le due potenze.La telefonata conferma dunque un dato strutturale della politica internazionale contemporanea: Stati Uniti e Russia rimangono avversari strategici ma non possono evitare il dialogo diretto quando le crisi globali si moltiplicano.Dalla guerra in Ucraina alla destabilizzazione del Medio Oriente fino agli equilibri energetici e politici dell’America Latina, la conversazione tra Trump e Putin mostra quanto i principali conflitti del momento siano ormai intrecciati in un unico sistema di tensioni geopolitiche.
Trump per un’ora a telefono con Putin: parlano di Iran, Venezuela e Ucraina.
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