Tossicodipendente tenta di strangolare una sanitaria al Cardarelli di Napoli: sventata la tragedia grazie ai colleghi

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Un’operatrice socio-sanitaria, mentre svolgeva il proprio turno di servizio nel reparto di Radiologia all’ospedale Cardarelli di Napoli, è stata aggredita da un paziente in forte stato di agitazione, con problemi di dipendenza, che ha provato a strangolarla. Lo denuncia in una nota il segretario della Sanità pubblica Fp Cgil Campania, Antimo Morlando. “L’operatrice – spiega la nota – stava eseguendo il consueto trasferimento di alcuni pazienti dal Pronto soccorso alla Radiologia quando, nel transitare nei locali del Pronto Soccorso, è stata improvvisamente affrontata dall’uomo, che ha tentato di strangolarla”.

Salvata da colleghi e guardie giurate

Provvidenziale e immediato è stato l’intervento dei colleghi presenti e delle guardie giurate in servizio nella struttura: solo grazie alla prontezza dei riflessi del personale e dopo una breve colluttazione, si è riusciti a sottrarre la donna dalle mani dell’aggressore, evitando che la situazione degenera in tragedia, visibilmente scossa e sotto shock per il gravissimo trauma subito, è stata immediatamente soccorsa.

Lesioni guaribili in tre settimane

I medici hanno riscontrato lesioni guaribili con una prognosi di 21 giorni. “Chiediamo interventi urgenti – conclude Morlando – per fermare questa spirale di violenza prima che sia troppo tardi, prima che si arrivi al dramma. Anche Vincenzo Bencivenga, segretario Anaao Assomed Campania, è intervenuto sull’episodio con una nota: “Processare i medici in diretta sociale non significa chiedere giustizia, significa alimentare odio e sospetto. C’è bisogno di unire, non di dividere, altrimenti vedremo solo aumentare la violenza che già oggi è un enorme problema in tutti gli ospedali e nei presidi che sono fatti per garantire assistenza. Quanto è avvenuto al Cardarelli ne è la dimostrazione. Ci preoccupa moltissimo l’abitudine a vicende ancora da accertare in processi sommari celebrati sui sociali e nel dibattito pubblico, spesso sulla base di informazioni parziali, frammentarie o non verificate. Serve una risposta collettiva, istituzionale, così come avviene sul fronte delle aggressioni al personale sanitario”.

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