Superbonus, il più grande disastro finanziario, FdI: “Conte e M5S responsabili dello sforamento del 3% deficit-Pil”

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Il Presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte è tornato in Aula a Montecitorio dopo l’intervento chirurgico.

Giuseppe Conte sarà giudicato dal tribunale della storia per il Superbonus 110%, una misura che ha indebitato l’Italia e che pagheranno i nostri figli e i nostri nipoti.

I numeri pubblicati dal Sole 24 Ore sono impressionanti: il Superbonus è costato fino a oggi 174 miliardi di euro per ristrutturare appena il 4% degli immobili italiani. Tradotto: il 96% degli italiani ha pagato, con debito pubblico, i lavori nelle case di una piccola minoranza.

E poteva andare perfino peggio: la Guardia di Finanza ha bloccato circa 9 miliardi di frodi. Senza quei controlli, il conto sarebbe stato ancora più pesante.

Conte continua a dire “ho portato il PNRR in Italia”. Ma il PNRR vale circa 194 miliardi: cioè quasi quanto il buco prodotto dal Superbonus. Una follia economica travestita da misura sociale.

Questo è il vero lascito di Conte: debito, sprechi e una spesa pubblica salatissima scaricata sulle prossime generazioni.

Il più grande disastro finanziario della storia del Paese. Il buco nero del Superbonus continua a far piangere le casse dello Stato e a frenare misure che avrebbero permesso all’Italia di compere su vari fronti. Lo ha specificato bene, numeri alla mano, la premier nell’intervista a Panorama( “Senza Superbonus di Conte ne avremmo costruite 1,6 mln di case”).  Lo ha evidenziato martedì il Sole 24 Ore. Lo sottolinea il monitoraggio dell’Enea: “Non si arresta la crescita della coda del Superbonus. Continuano ad aumentare i numeri delle detrazioni maturate nelle ultime settimane dell’anno, oggetto di comunicazione formale nei primi mesi del 2026”. Così, report dopo report, il monitoraggio dell’Enea continua a riportare cifre in crescita, anche tra marzo e aprile. Una crescita che (si veda «Il Sole 24 Ore») è stata accompagnata da un aumento esponenziale delle irregolarità e delle truffe: un euro su tre dei crediti che emergono dalle ultime fatture per le spese 2025 è stato fermato per illeciti.

I numeri del superbonus continuano a far male

Per le casse del Paese ciò ha significato da quando è entrata in vigore la misura grillina 174 miliardi di euro, quattro volte il costo preventivato. Praticamente quasi tutto il valore del Pnrr, che dal 2021 al 2026 per l’Italia è valso circa 194,4 miliardi di euro. FdI sul tema è più agguerrito che mai. Solo martedì è emersa un’altra frode milionaria a Torino, scoperchiata dai militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza: una frode di circa 7 milioni di euro. Al centro delle vicende che hanno portato all’adozione del provvedimento cautelare – approfondite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e (inizialmente) dalla Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza presso la Procura della Repubblica di Torino – vi sarebbe  una società edile del capoluogo piemontese. La quale – in ipotesi di accusa – avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti a fronte di lavori di efficientamento energetico”.

Da FdI sottolineano: “174 miliardi di euro Praticamente quasi tutto il valore del Pnrr”

Non ci sta Elisabetta Gardini: “Mentre oggi emergono frodi miliardarie, c’è ancora chi prova a difendere il Superbonus che ha favorito speculatori e furbetti più che le famiglie italiane. Il dato ricordato dal presidente Giorgia Meloni è devastante nella sua evidenza: con le risorse bruciate tra Superbonus e bonus facciate si sarebbero potuti costruire oltre 1,6 milioni di nuovi alloggi. Questa è l’eredità lasciata dalle politiche irresponsabili di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle”. Così la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Altrettanto sconsolati i colleghi di partito: dal  il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti: “Gli 8,4 miliardi emersi in gran parte inattesi a marzo 2026 hanno impedito all’Italia di scendere sotto il 3% del rapporto deficit/PIL. E il conto non è chiuso: nei primi tre mesi del 2026 altri 4,1 miliardi bloccati, con un euro su tre a rischio frode. Un bonus che ha raggiunto appena il 4% del patrimonio immobiliare nazionale. Il 72% degli interventi ha riguardato ville, villette e case unifamiliari, mentre solo il 28% ha interessato condomini”. Numeri che bruciano.

“Il modello economiche che ha lasciato macerie”

Mariangela Matera,  componente della commissione Finanze della Camera di FdI promette battaglia: “La verità è che il loro modello economico (del M5S, ndr) basato su debito facile e assistenzialismo ha lasciato macerie. FdI continuerà a difendere una linea di responsabilità finanziaria, legalità e tutela delle risorse pubbliche, nell’interesse degli italiani e delle future generazioni”. Su questa linea Ylenia Lucaselli, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio, che evidenzia ancora una volta i numeri devastanti: “L’impatto complessivo del Superbonus sui conti pubblici ha raggiunto cifre enormi, vicine all’intero valore del Pnrr. È la dimostrazione di quanto siano stati sbagliati approccio e gestione di questa misura. Come ha ricordato il presidente Meloni, “se con il piano casa da 10 miliardi realizzeremo almeno 100.000 nuovi alloggi, con i 160 miliardi destinati a Superbonus e bonus facciate se ne sarebbero potuti costruire oltre 1.600.000”.

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