“Negli ultimi mesi il mio nome è stato accostato, attraverso una serie di suggestioni e coincidenze, a uno dei fatti più gravi degli ultimi tempi. Il mio volto è stato riproposto mentre si parlava di attentato, di esponenti della criminalità organizzata e di una lettera anonima, lasciando intendere il coinvolgimento di un parlamentare del territorio. Pur senza mai essere formalmente chiamato in causa, quella narrazione ha inevitabilmente creato dubbi e sospetti nei miei confronti. Ho scelto di non alimentare alcuna polemica. Nell’attesa che le indagini facessero il loro corso e per rispetto del dolore vissuto da Sigfrido Ranucci e dalla sua famiglia, ho ritenuto giusto mantenere il silenzio. Oggi, alla luce degli sviluppi investigativi, credo sia giusto prendere atto che il quadro emerso è profondamente diverso da quello che quella ricostruzione lasciava immaginare. Per questo mi auguro che Sigfrido Ranucci trovi l’occasione per rivolgere le scuse al sottoscritto. Inoltre, dedichi lo stesso spazio e la stessa determinazione utilizzati allora per raccontare quelle suggestioni, per parlare oggi, con eguale evidenza, degli sviluppi delle indagini. Sono convinto che saprà trovare le parole per riconoscere il dolore arrecato a chi è stato ingiustamente esposto a un sospetto così infamante. Non sarebbe soltanto un gesto nei miei confronti, ma un segnale di rispetto verso un principio fondamentale: quando si dà grande risalto ai sospetti, si deve dare con la stessa forza risalto anche alla verità che emerge dai fatti”.
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano.
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