Putin, tutti lo conosciamo in uno alla sua abilità a saper bluffare. Ha messo in piedi un gioco di specchi con Trump: lo ha convinto che sia meglio un accordo di pace più ampio , rispetto ad un cessate il fuoco immediato. Ha fatto finta di accettare un incontro con Zelensky per iniziare un negoziato sul cessate il fuoco, ma senza fissare una data ben definita. Quella l’ ha lasciata a Trump , ben sapendo ,che il Presidente americano fissa date e poi le sposta . Inoltre è riuscito ad ottenere la estromissione dei Paesi europei dalla negoziazione. Il Presidente russo vuole guadagnare tempo e continuare la guerra per acquisire nuove parti di territorio. Del resto la Russia nella guerra contro l’ Ucraina ha investito molte risorse , sia in termini di armamenti che di vite umane e non può chiudere il conflitto senza nemmeno avere il controllo di tutti i territori russofoni, per Putin sarebbe una sconfitta e probabilmente l’ inizio del suo declino politico. Per questo motivi gli attacchi a Kiev si intensificano sempre di più , nel momento in cui Trump cerca di trovare una via d’ uscita e i Paesi europei studiano le eventuali garanzie di sicurezza per Kiev. Aver colpito l’ edificio dell’ UE a Kiev, è stato un messaggio e rientra in una strategia volta a scoraggiare impegni troppo diretti degli eserciti europei . Il Cremlino ha fatto capire all’ Europa che le garanzie di sicurezza per l’ Ucraina non devono essere troppo stringenti, altrimenti si rischierebbe un allargamento del conflitto nel Continente. Probabilmente, Putin bluffa per guadagnare tempo e spaventare gli europei. A questo punto il destino dell’ Ucraina dipende da due fattori: il primo è capire fino a che punto Trump voglia veramente siglare la pace con la Russia nei prossimi mesi, facendo digerire a Zelensky gran parte delle richieste di Putin. Il secondo è tutto in mano all’ Europa, cioè capire quanto effettivamente i governi dei vari Paesi sono disposti a rischiare, anche sul piano del consenso politico, per riarmarsi e per aiutare l’ Ucraina a sviluppare una politica di sicurezza. Questo secondo aspetto è il più pregnante, soprattutto nel caso in cui il Presidente degli Usa voglia raggiungere una pace veloce e con più concessioni alla Russia.
Putin e il gioco di specchi
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