New York – La chiesa Greco-Ortodossa di San Nicola costruita con donazioni italiane dopo il crollo dell’11 settembre

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“Voglio esprimere tutta la gratitudine della comunità Greco-Ortodossa e dall’intera città di New York alla città di Bari per aver partecipato con un importante contributo economico alla ricostruzione di questa chiesa dedicata a San Nicola di Bari Vescovo di Myra”, racconta, quasi commosso l’imponente padre Samuel Davis vice parroco chiesa ortodossa San Nicola che sorge nel World Trade Center di New York, proprio accanto a quella che oggi si chiama “Ground Zero”, a poche centinaia di metri da Wall Street, in tempio dell’economia e della finanza mondiale occidentale. “Senza l’importante sostegno della città di Bari, che ospita i resti mortali del Santo più famoso del mondo, non avremmo potuto realizzare la costruzione della nuova chiesa, dopo il crollo causato dalla tragedia delle torri gemelle l’11 settembre del 2001. Grazie Bari”, evidenzia il sacerdote di colore, quasi commosso. L’opera, cos’ come si mostra in tutta la sua bellezza, oggi, alle migliaia di persone che ogni anno visitano quella zona della Grande mela è progettata dall’archistar, spagnolo, Santiago Calatrava e il cui costo finale ha toccato gli ottanta milioni di dollari. Il comune del capoluogo pugliese aveva stanziato e inviato alla comunità ortodossa di Manhattan, nel 2004 una prima donazione pubblica di 258 mila euro, alla quale seguirono altre dazioni baresi per un pari importo. Per anni i lavori sono rimasti bloccati al punto che, qualche anno dopo il Comune di Bari con una missiva dell’allora sindaco Emiliano, in occasione dell’anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, aveva scritto al Sindaco Bloomberg ricordando il contributo della Città di Bari per la ricostruzione nella zona di “Ground Zero” della Chiesa dedicata al culto nicolaiano. “Siamo”, si scriveva da Palazzo di città, “in attesa di conoscere, quindi, le determinazioni delle istituzioni Newyorchesi prima di avviare o meno le procedure di recupero delle somme versate in favore dell’Arcidiocesi greco-ortodossa d’America”. Oggi la chiesa di colere bianco, che è stata inaugurata l’11 settembre del 2021, e consacrata l’anno dopo, sorge su una collinetta con una volumetria tondeggiante, immersa in una cornice di verde. All’esterno del piccolo duomo, sul lato destro per chi guarda il prospetto principale, una targa riporta il ringraziamento a tutti i donatori che ne hanno permesso la ricostruzione, tra cui spicca la scritta “City of Bari”. All’interno un importante allestimento di iconostasi decora il prospetto centrale dell’aula di culto. La chiesa che originariamente era stata costruita all’inizio degli anni venti del secolo scorso, oggi sorge all’interno del Liberty Park, a poche decine di metri dal Memoriale e Museo dell’11 settembre. La sua cupola si ispira a quella della chiesa turca di Istanbul di San Salvatore in Chora. Il tempio newyorkese nicolaiano è meta di tanti pellegrini e di centinaia di migliaia di turisti l’anno che recandosi in visita alla Freedom Tower, la “Torre della Libertà”, che è il principale edificio del New World Trade Center di New York, di settanta piani, non posso fare a meno di passare a visitare e ammirare la stupenda opera d’arte dedicata al santo che negli Stati Uniti d’America ha dato i origine a Babbo Natale, con Santa Claus, la rivisitazione del protettore di Bari in chiave natalizia che porta i doni ai bambini. Un collegamento, quello nicolaiano costituito dalla nuova chiesa che di fatto crea un ponte tra la città capoluogo di Puglia e la comunità statunitense, in modo particolare quella pugliese che a New York è abbastanza nutrita ben radicata nel tessuto sociale ed economico della città d’America più famosa del mondo. La “St. Nicholas National Shrine”, così come si chiama la chiesa di San Nicola a New York, per i tanti pugliesi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la venerazione del santo protettore della Puglia ed è, anche, il segno tangibile della generosità dei baresi tanto legati alla venerazione del santo di Myra.

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