Meloni: “Russia non crede nel negoziato”. L’Italia non invierà soldati in Ucraina

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“Gli intensi attacchi di questa notte su Kiev dimostrano chi sta dalla parte della pace e chi non ha intenzione di credere nel percorso negoziale. I nostri pensieri vanno al popolo ucraino, ai civili, ai familiari di vittime inermi, tra cui anche bambini, degli insensati attacchi russi”. Lo scrive la premier Giorgai Meloni su X.

La pace per l’Ucraina è “costituita da robuste e credibili garanzie di sicurezza da elaborare insieme agli Stati Uniti e ai partner europei e occidentali”. Un piano da realizzare entro i confini “dell’articolo 5 del Trattato Nato”. E’ questa la strategia del Governo italiano che intende percorrere ed ‘elaborata’ nel corso di un summit che si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi per fare il punto sul possibile percorso negoziale per la pace in Ucraina a seguito dei recenti colloqui alla Casa Bianca.

Sono state approfondite le opportunità di dialogo verso una pace giusta, che si sono dischiuse nelle ultime settimane. “Si tratta di un percorso la cui chiave di volta – si legge in una nota di Palazzo Chigi – è costituita da robuste e credibili garanzie di sicurezza per l’Ucraina, da elaborare insieme agli Stati Uniti e ai partner europei e occidentali”. L’Italia, ribadisce il Governo, “sta fornendo un contributo alla loro definizione con la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington”. Ma viene messo nero su bianco il no di Roma all’invio di soldati italiani sul territorio ucraino. Nemmeno sotto la bandiera di una “forza multinazionale”. Unica eventuale deroga a questo principio potrebbe prevedere l’invio di militari italiani solo una volta “cessate le ostilità” limitata al “monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini”. “È stato inoltre ribadito – si legge nel comunicato del Governo – come non sia prevista alcuna partecipazione italiana a un’eventuale forza multinazionale da impegnare in territorio ucraino, mentre sono al vaglio ipotesi di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini solo una volta raggiunta la cessazione delle ostilità”.

All’incontro hanno preso parte il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. 

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