Politica internazionale al centro dell’agenda della premier Giorgia Meloni, che ieri pomeriggio ha ricevuto a Palazzo Chigi Volodymyr Zelensky.
Meloni: Italia schierata con la nazione aggredita
E proprio del legame e con l’Ucraina ha parlato la premier a margine del Vinitaly, ricordando che l’Italia «si è schierata senza se e senza ma, in questi anni, con la nazione aggredita. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per dare una mano a un popolo che si sta difendendo e che, con se stesso, difende anche noi. Ed è quello che continueremo a fare, chiaramente, mentre lavoriamo per cercare di costruire un percorso di pace che però deve essere sostenibile, sul quale l’Italia non è stata a guardare».
Proposte del piano di pace ispirate dall’Italia
Meloni ha sottolineato che «Quello che oggi esiste di concreto nelle proposte di piano di pace – penso alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina immaginate sul modello dell’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza Atlantica – era una proposta italiana che all’inizio fu guardata da tutti con sospetto e che poi è diventata la proposta che c’è nelle carte di un piano di pace».
«Continuiamo a fare il nostro lavoro con serietà, continuiamo a fare il nostro lavoro anche cercando di offrire soluzioni possibili ai nostri alleati, ai nostri interlocutori, e mi pare che questo sia un elemento che viene riconosciuto da tutti», ha concluso la presidente del Consiglio.
Con orgoglio e prove fotografiche alla mano, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia una vittoria storica per l’esercito in lotta contro i russi: una postazione russa sgominata, con i militari costretti ad arrendersi, senza alcun intervento dei soldati di Kiev ma solo dei robot messi in campo grazie agli ultimi ritrovati della tecnologia.
“Il futuro è già in prima linea e l’Ucraina lo sta costruendo. Questi sono i nostri sistemi robotici terrestri. Per la prima volta nella storia di questa guerra, una posizione nemica è stata conquistata esclusivamente da piattaforme senza equipaggio, con sistemi terrestri e droni. Gli occupanti si sono arresi, e l’operazione è stata condotta senza fanteria e senza perdite da parte nostra”. Il presidente ucraino elenca i suoi “gioelli”. “ Ratel, TerMIT, Ardal, Rys, Zmiy, Protector, Volia e i nostri altri sistemi robotici terrestri hanno già portato a termine più di 22.000 missioni al fronte in soli tre mesi. In altre parole, vite sono state salvate più di 22.000 volte quando un robot è andato nelle zone più pericolose al posto di un guerriero. Si tratta di alta tecnologia che protegge il valore più alto: la vita umana”.
Zelensky e l’esercito dei robot e dei droni
L’Ucraina, intanto, ha proposto alla Germania un accordo sui droni, come genericamente definisce un accordo bilaterale che riguarda oltre che i droni, missili e software per una difesa aggiornata. Dopo aver incontrato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, Zelensky sottolinea che “l’esperienza maturata dall’Ucraina può essere integrata nel sistema di sicurezza europeo e la nostra attuale cooperazione con Paesi in Medio Oriente e nel Golfo dimostra – nel momento in cui devono affrontare attacchi costanti – che la nostra esperienza e le nostre proposte, gli accordi sui droni che propnoniamo, sono i più efficaci”. Il Presidente ucraino ha anche reso noto il raggiungimento di un accordo “su un nuovo contributo della Germania alla nostra produzione di droni”
Successivamente Zelensky ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica.



