Nel corso di una intervista, la psicologa Mary Trump ha analizzato lo stato mentale dello zio sottolineando come la mancanza di cure abbia aggravato una condizione preesistente: “Donald è sempre stato inadatto a ricoprire qualsiasi posizione di potere perché soffre di disturbi psichiatrici gravi e non diagnosticati”.
“Oggi è anche peggiorato, perché quando una patologia non viene curata, succede questo: peggiora”, ha spiegato la donna. Mary aggiunge che “Donald sta attraversando un declino cognitivo: dimentica molto spesso ciò che sta dicendo, divaga in discorsi del tutto privi di logica, non controlla gli impulsi”.
Nel corso di una intervista, la psicologa Mary Trump ha analizzato lo stato mentale dello zio sottolineando come la mancanza di cure abbia aggravato una condizione preesistente: “Donald è sempre stato inadatto a ricoprire qualsiasi posizione di potere perché soffre di disturbi psichiatrici gravi e non diagnosticati”.
Secondo la nipote, la situazione è ormai evidente: “È sempre stato megalomane, ma la sua megalomania sta diventando ancora più pronunciata”.
Il successo di Trump tra privilegi e assenza di responsabilità
Per spiegare come un uomo con tali criticità sia arrivato alla presidenza, Mary Trump punta il dito sulla rete di protezione che lo ha sempre circondato: “Si tratta di un uomo che non ha mai avuto alcuna vera responsabilità. C’era sempre stato qualcun altro a rimettere a posto le cose, a correggere i suoi errori.
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Mary evidenzia come questa protezione continui ancora oggi all’interno della politica americana: “Il Partito Repubblicano ha ancora bisogno di lui” e per questo sarebbe “impaziente di rubare le elezioni di metà mandato“.
La guerra in Iran e il vuoto interiore del presidente
L’analisi di Mary Trump si sposta poi sulle recenti decisioni belliche, interpretate come il tentativo disperato di un uomo che “non è altro che un patetico perdente“.
Riferendosi al conflitto in Medio Oriente, la nipote ha dichiarato: “Inizia una guerra contro l’Iran senza il permesso di nessuno, una mossa stupida e pericolosa. Il suo impulso autodistruttivo viene da lì: il tentativo di colmare un vuoto che non potrà mai essere colmato”.
Secondo Mary, il presidente agisce spinto da insicurezze profonde: “Donald è, in sostanza, un bambino terrorizzato che non è mai stato amato” e oggi “ha reazioni così esagerate” perché “la verità è che nessuno lo ha mai messo davvero alla prova”.



