Maggioranza e test del caso Almasri. Giuseppe Conte ci punta il dito

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La posizione della premier Giorgia Meloni nel caso Almasri è stata archiviata dal Tribunale dei ministri. Non vale lo stesso per i ministri della Giustizia e dell’Interno, Nordio e Piantedosi, e il sottosegretario Mantovano Una tesi “palesemente assurda” dice Meloni.

Nijeem Osama Almasri è il generale libico arrestato in Italia perché ricercato dalla Corte penale internazionale per Crimini contro l’Umanità. Accusato di stupri, torture, abusi e omicidi sui migranti commessi nella prigione di Mittiga dal febbraio 2011, viene arrestato a Torino il 18 gennaio dopo un viaggio in Europa. Passate poche ore viene liberato, l’arresto non convalidato e viene accompagnato all’aeroporto di Caselle e su un volo di Stato (I-Carg italiano) riportato a Tripoli. Per la Premier Meloni l’accusa in concorso con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con quello della Giustizia, Carlo Nordio e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano era di favoreggiamento personale per non aver arrestato il torturatore inseguito da un mandato di cattura della Corte penale internazionale e di peculato per aver messo un aereo di Stato a disposizione del suo rientro in Libia. La sua posizione ora è stata archiviata gli altri non hanno ricevuto la stessa comunicazione.

Il 21 gennaio a tre giorni dall’arresto, il ministero della Giustizia emette una nota: “Considerato il complesso carteggio, il Ministro sta valutando la trasmissione formale della richiesta della CPI al Procuratore generale di Roma, ai sensi dell’articolo 4 della legge 237 del 2012”. La situazione era in fase di valutazione. Scadono le 96 ore in cui non c’è ancora una convalida di arresto. Nel frattempo il Ministro Piantedosi redige un provvedimento di espulsione per le persone che erano con Almasri. Il Procuratore, che non ha ricevuto nessuna comunicazione dalla Corte Penale (nella persona di Carlo Nordio che ne è per legge il referente) e libera il criminale che sulla base del provvedimento di espulsione di Piantedosi ricade nella stessa fattispecie.

A essere coinvolti nel caso Alamari sono: la premier Meloni, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti e Alfredo Mantovano. Il Procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi inviò a loro avvisi di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato. Piantedosi al Senato risponde: “Almasri è stato rimpatriato per urgenti ragioni di sicurezza con mio provvedimento di espulsione perché era a piede libero in Italia”.

Meloni prova a addossare la responsabilità alla magistratura e sull’uso dell’aereo di Stato: “In tutti i casi di detenuti da rimpatriare ritenuti pericolosi non si usano voli di linea anche per la sicurezza dei passeggeri. È una prassi. Perché la Corte ha impiegato mesi a spiccare questo mandato di arresto?”. Nordio avrebbe dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale.

Nel suo lungo post su X la premier fa un accenno neanche troppo velato alle vicende della nave Gregoretti e a quando l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte scaricò il suo Ministro dell’Interno Salvini prendendone le distanze per aver impedito lo sbarco di 131 migranti  nel porto di Augusta. “A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano  giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”.

L’ex premier Giuseppe Conte ha scaglia a seguito un attacco diretto contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, puntando il dito sul controverso caso Almasri. Durante una diretta social di Giuseppe Conte, poi scritta e riportata da liberoquotidiano.it, il leader del Movimento 5 Stelle ha usato parole durissime, rivolgendosi alla premier con una serie di accuse che spaziano dalla giustizia alla politica estera, fino alla crisi economica.

“Meloni, ti vanti del caso Almasri? Ma il caso Almasri dovrebbe farti vergognare. Gli hai dato un volo di Stato per rimpatriarlo e ti vieni a vantare? È una vergogna. Ieri mi ha sorpreso, la notizia era l’archiviazione da parte del tribunale dei ministri della sua posizione sulla vicenda Almasri e lei ne ha approfittato per attaccare me. Un’accusa diretta anche sul piano personale: “Dice che si assume sue responsabilità e non scappa. Ma Giorgia Meloni come ti permetti? Io scappo? Io sono stato indagato per il Covid, la procura di Bergamo mi ha indagato per due anni e non mi avete sentito proferire un solo fiato, un solo piagnisteo di quelli che fa Meloni, che si finge sempre la incompresa Calimera. Ho spiegato le mie posizioni. E ovviamente sono stato assolto.” Come scritto da liberoquotidiano.it

Conte ha poi spostato il focus sulla politica estera e sul conflitto israelo-palestinese, con parole taglienti: “Sul genocidio a Gaza? La tua copertura dell’alleato criminale Netanyahu? 18mila bambini uccisi, crivellati, morti per carestia e fame, sotto le bombe… non ti dicono nulla? Stai svergognando la tradizione nobile dell’Italia che ha contribuito a edificare il diritto internazionale in particolare quello umanitario. Tu stai svergognando la dignità di un intero popolo con il tuo silenzio complice su Gaza. Per cortesia, risparmiaci le lezioni.”

Infine, ha colpito duramente le scelte economiche del governo: “Non ci sono misure per i salari reali, contro la cassa integrazione e il salario poverissimo. Abbiamo 6 milioni di precari, che hanno difficoltà ad arrivare a metà mese. E l’unica cosa che hanno aumentato sono gli stipendi di ministri e sottosegretari.” E ha concluso con una riflessione amara: “Il paradosso è che il governo aumenta gli stanziamenti per la corsa al riarmo, per inseguire le follie di Meloni e von der Leyen.”

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