«Comincia l’iter parlamentare della bozza di legge elettorale – spiega il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della Partita del cuore, a L’Aquila – il progetto di legge che è arrivato alla Camera. A me sembra una cosa importante, perché almeno personalmente penso che tutti potrebbero preferire che vinca uno o vinca l’altro, piuttosto che un pareggio. E se ho capito bene, questa legge assegna il premio di maggioranza a chi ha un voto in più dell’altro. Quindi, con i sondaggi attuali, che lasciano l’incertezza su chi può vincere tra centrodestra o centrosinistra, credo che dovrebbe piacere a tutti che non ci sia un pareggio. Ma una vittoria chiara per dare all’Italia continuità e stabilità». L’emendamento sulle preferenze che domani viene votato, «assomiglia, anzi, è praticamente identico, a quanto ebbe a proporre quando fu approvata l’attuale legge elettorale – spiega La Russa –. Venne bocciato da tutti. E fu solo Fratelli d’Italia, che aveva solo 9 parlamentari, a votare a favore. Nessun altro era a favore. Ne presentai uno che prevedeva tutto con le preferenze, sapevo che sarebbe stato bocciato come sarebbe bocciato oggi».
«Ne presentai uno di mediazione – aggiunge La Russa – identico a quello che viene presentato adesso. In base al quale il capolista di ogni partito non ha bisogno di preferenze: è eletto se è attribuito un seggio a quel partito, in quella circoscrizione. E gli altri, eventuali, sono con le preferenze. Aggiungo che, poiché in ogni partito ogni candidato può essere candidato fino a 5 volte in 5 posti separati, questo significa che spetta poi ai partiti decidere. Se lo candidi in 5 posti, vuol dire che può essere eletto in 1 solo. Negli altri 4 le preferenze sono totali, come chiede oggi l’opposizione», conclude il presidente del Senato.
Legge elettorale, Meloni: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze, ha vinto di nuovo la palude. Occasione persa per gli italiani”
L’Aula della Camera ha bocciato per un voto l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc alla legge elettorale, numero 1.1077, che prevedeva insieme al capolista bloccato, la possibilità di barrare fino a tre preferenze della stessa lista. La bocciatura, con voto segreto, è arrivata con 188 contro e 187 sì. Il voto è stato accolto dai boati delle opposizioni e dai cori: “Elezioni”. “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”, ha commentato Giorgia Meloni l’esito della votazione dai suoi canali social.
“Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci”. Il post scriptum è una sberla alle opposizioni che si stanno esibendo in squallide sceneggiate: “La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto.
Bignami alle opposizioni: “Siete l’esempio di vigliaccheria, incapaci di agire a viro aperto”
“Avevamo preso un impegno con gli italiani: dare la possibilità di scegliere chi eleggere. Voi – le parole di Bignami alle sinistre – dite di volerlo fare e non avete presentato neanche un emendamento per farlo. E questo significa prendere in giro gli italiani. La differenza tra noi e voi è che noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos’altro. Voi siete l’esempio di vigliaccheria incapaci di agire a viso aperto. Ci venite a fare le lezioni e poi votate contro le preferenze. Ci dite che volete i seggi per le donne ma non avete il coraggio di candidarle. La differenza è tra chi si assume la responsabilità delle proprie azioni e chi si nasconde. Io se fossi al posto vostro mi andrei a nascondere”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, ha replicato a muso duro alle opposizioni che hanno colto la palla al balzo per passare al contrattacco e dare fiato alle trombe.
Le opposizioni chiedono la sospensione della seduta, Rampelli chiede di proseguire con l’esame
Dopo che l’emendamento Fdi sulle preferenze non è passato per un solo voto, il presidente di turno Fabio Rampelli ha cercato di riportare ordine tra i banchi. Rampelli chiede di proseguire con le votazioni e di riprendere l’esame della riforma della legge elettorali. E’ intervenuto Riccardo Ricciardi (M5s) provocatoriamente: “Io capisco che si voglia far finta di nulla rispetto a quello che è accaduto, ma c’è un dato politico: noi oggi abbiamo la premier che si è esposta pubblicamente sulla legge elettorale. Occorre subito la convocazione di una capigruppo”. E’ stata quindi votata, su richiesta di Fdi, la ripresa dei lavori dalle 21 alle 24. Alle ore 20,15 è stata convocata la Conferenza dei capigruppo.
FdI: La legge elettorale va avanti
“La legge elettorale va avanti, abbiamo anche chiesto il prosieguo in notturna. Noi andiamo avanti”- afferma Galeazzo Bignami. A chi gli chiede se ci saranno conseguenze, visto che il governo aveva dato parere favorevole, risponde: “Il voto di fiducia ove bocciato prevede le dimissioni. Se invece un voto dove non c’è la fiducia corrisponde alle dimissioni allora sopprimiamo il voto di fiducia. E’ un voto parlamentare, non ci nascondiamo nel non vedere cosa è successo ma le dimissioni sono un’altra cosa. Nessuno aveva detto se non passa mi dimetto come Renzi che doveva lasciare la politica”.
“Non ci nascondiamo dietro un dito- ribatte il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi intervenendo in Aula-: è evidente che, da un punto di vista politico, ogni volta che una maggioranza va sotto su un provvedimento ciò assume un significato politico rilevante. La mia esperienza mi porta a ricordare numerosi casi in cui il Governo e la maggioranza dell’epoca sono stati battuti su emendamenti significativi, come quello relativo alle preferenze. Ciò non ha impedito a quei governi di proseguire il proprio lavoro, pur nella consapevolezza del valore politico di quanto accaduto”. C’è però un altro elemento che va considerato. “La Legge Elettorale sottoposta all’esame del Parlamento ha un testo base che si fonda su alcuni principi fondamentali- ricorda Lupi alle opposizioni in trance agonistica. In quel testo base non era previsto il sistema delle preferenze. Il nostro gruppo, Noi Moderati, insieme a Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento perché è convintamente favorevole all’introduzione delle preferenze”.
Gasparri: Era una soluzione di compromesso accettabile
Un emendamento migliorativo, fa notare il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: ”Noi con realismo avevamo ritenuto che fosse una soluzione di compromesso possibile accettabile: era una modifica del testo base. Ho visto che adesso c’è stato solo un voto di differenza. La nostra posizione era stata di apertura”. ”Era una modifica del testo base. Mi sembra presto per fare un commento”. La seduta dell’Aula della Camera sulla legge elettorale è stata sospesa per la prevista pausa dalle 20 alle 21. Alle 20,15 si è riunita la conferenza dei capigruppo. La seduta dell’Aula riprenderà alle 21.
L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava ad introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra. I relatori di maggioranza hanno dato parere favorevole, così come il governo. Sull’emendamento avevano annunciato il voto favorevole anche Lega e Forza Italia, nonostante non abbiano sottoscritto l’emendamento. A favore si erano espressi anche i deputati di Futuro Nazionale, mentre le opposizioni hanno duramente criticato il testo e annunciato il voto contrario.
La giornata è stata complicata e dibattuta, con le opposizioni sulla barricate a gridare allo scempio della Costituzione mentre la maggioranza si è confermata compatta. Forza Italia e Lega al termine delle riunioni dei gruppi che hanno preceduto il confronto e il poi il voto avevano deciso per il via libera all’emendamento di Fratelli d’Italia (firmato anche da Noi moderati e Udc) che reintroduce le preferenze. Capolista e tre preferenze con alternanza di genere su una rosa di 6: è questa la novità fulcro dell’emendamento. “L’indicazione arrivata da Forza Italia e la maggioranza è chiara”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Identica la posizione del Carrocio con Matteo Salvini che conferma il voto favorevole alle preferenze.
Prima del voto era scesa in campo apertamente la premier Meloni chiedendo a tutti di giocare a carte scoperte. “Oggi si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto – ha sottolineato la premier – credo sia doverosa un’operazione verità. Per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”. Meloni ha sfidato le opposizioni a non chiedere il voto segreto. “Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Così non è stato, le sinistre hanno chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana che la proposta di legge sulla riforma elettorale fosse votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata da Pd, 5Stelle e di Avs, ha riguardato tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale sul provvedimento. La presidenza della Camera ha dato quindi il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti alla legge elettorale (114) su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3. La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”. Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte. A cui si aggiungerà anche la votazione finale”.
Lollobrigida: gli italiani devono sapere chi è contro e chi è a favore
”Io sarei per un voto palese in Parlamento perché gli italiani devono sapere chi ha votato contro o a favore”. Parola di Francesco Lollobrigida chiacchierando in Transatlantico. “I cittadini devono sapere nomi e cognomi, a mio avviso, di quelli che sono a favore e di quelli che sono contro preferenze. Chi è contrario – dice il ministro dell’Agricoltura – lo spiega e vota di conseguenza, chi è favorevole lo spiega e pure vota di conseguenza”.
Lo show delle opposizioni
Il dibattito è filato via con il consueto show delle opposizioni. Primo fra tutti Giuseppe Conte, che ha incassato male l’appello della premier. “Quale sarebbe l’emendamento sulle preferenze su cui ci sta sfidando? Le vostre sono preferenze farlocche. Ci richiami quando inizierà a occuparsi di stipendi ed emergenze degli italiani anziché di come rimanere imbullonati alle poltrone”. Non è stato da meno Angelo Bonelli che ha difeso a spada tratta il voto segreto. “Chi non ci mette la faccia è la presidente del Consiglio che non viene in aula a difendere il suo emendamento truffa sulle preferenze”. Dal Pd è arrivata la lezioncina di diritto e di civiltà democratica. “Oggi vi è il rischio concreto di scrivere una brutta legge che non è utile al Paese, che continua a erodere l’edificio della democrazia”. Parola di Federico Fornaro. Roberto Vannacci annuncia il suo voto favorevole, seppure con riserva. “Noi manteniamo il nostro emendamento, quello autentico, che ridà la sovranità al popolo e ridà dignità al Parlamento. Quello di Fratelli d’Italia lo voteremo comunque, tappandoci il naso, perché è il meno peggio”. Metterci la faccia? Su una proposta che consideriamo profondamente incostituzionale?”. Così Riccardo Magi in versione pasdaran che ha scaldato i muscoli per la maratona notturna sotto a Montecitorio.



