Le crisi internazionali minano la stabilità dei governi dell’ Unione. La Francia di Macron è in fiamme, il Regno Unito squassato, la Germania assediata dall’opposizione di estrema destra, AFD, tant’è che Merz ha dovuto mettere da parte l’ambizione di sostituire il baricentro europeo, almeno per adesso. Rispetto a questo scenario a tinte fosche, l’ Italia appare quasi un’isola felice, anche perché a Roma c’è un governo stabile che in altri paesi è diventato un miraggio .Ma all’ interno del Parlamento le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione appaiono divise. Nella maggioranza Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno garantito fedeltà all’ Alleanza Atlantica, la Lega di Salvini è su posizioni filo russe , sia rispetto all’ Ucraina che rispetto all’ attacco subito dalla Polonia, Paese Nato, da droni russi. Non è un caso che il Presidente Mattarella, da Lubiana dove era in visita di Stato, ha definito gravissimo l’ attacco russo e ha rievocato scenari inquietanti come quelli che precedettero nel 1914 la prima guerra mondiale. Tornando tra gli scranni parlamentari, l’ opposizione, sui temi internazionali è molto divisa . In ordine sparso: AVS, PD, 5 Stelle, Azione e poi Calenda che strizza l’ occhio a Giorgia Meloni. Cinque espressioni del mondo cosiddetto progressista che esprimono posizioni diverse e controverse tra loro. Il centro sinistra non ha un progetto chiaro sulla politica estera . Solo documenti formali che non si sostanziano in azioni concrete. Ma la cosa che più stupisce è che sembrano non rendersi conto che inviano al loro elettorato messaggi fuorvianti . La destra al contrario, avendo in mano il governo ha definito una politica estera chiara , costringendo il funambolico Salvini ad adeguarsi . Tornando a sinistra, sembra esserci una novità che viene dall’ ex Premier Conte che ha superato Elly Schlein in fatto di azioni concrete . Conte a chiare lettere ha fatto intendere che il campo largo non basta e forse non è nemmeno più funzionale all’ azione dei progressisti , perché alla fine è solo un mucchio di ” cespugli” come avvenne con l’ Ulivo di Prodi: occorre un progetto comune. Questo fa capire che il leader penta stellato intende procedere ad un ulteriore revisione delle tesi e dei propositi dei 5 Stelle. E indubbiamente questa è un’ iniziativa da leader e non da capo partito. Quindi Elly Schlein è rimasta al palo. È chiaro che però bisogna capire con quali contenuti si intende riempire il progetto comune secondo i 5 Stelle.Reddito di cittadinanza, abolizione del rigassificatore di Piombino ? Diversamente se il contenuto non va riempito è solo un modo come un altro di fare un dispetto al.Pd .
La politica estera continua a dividere maggioranza e opposizione
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