Vi ricordate la lista dei putiniani pubblicata dal Corriere della Sera e ripresa da diversi quotidiani nazionali? Vi rinfresco la memoria.
Il 3 marzo 2022 su Repubblica appare un articolo che delinea l’“identikit dei putiniani d’Italia”. Il 5 giugno 2022. In prima pagina sul Corriere della Sera: “I putiniani d’Italia, tra social, tv e stampa”. E dentro si legge: “La rete è complessa e variegata. Coinvolge social network, le tv, i giornali e ha come principale obiettivo il condizionamento dell’opinione pubblica”. Articolo pubblicato con tanto di foto segnaletiche. 6 giugno 2022. Il Giornale: “Nasce Forza Russia. Da Petrocelli a Santoro, da Orsini a Di Battista: i putiniani d’Italia lavorano a un movimento pacifista in vista del voto. Liste di proscrizione dei filo-Mosca. Copasir che indaga”.
Per giorni interi non si parlò d’altro. Prima dissero che la lista arrivava dai servizi segreti italiani. Poi il sottosegretario con delega ai servizi dichiarò che l’intelligence non aveva stilato alcuna lista né svolto alcuna attività di dossieraggio. A cosa serviva allora quell’operazione mediatica? Ad alimentare l’idea che in Italia ci fossero “propagandisti” (me incluso) al soldo dei russi. Era un modo per screditare e colpire chiunque proponesse un approccio diverso alla guerra in Ucraina. Era il periodo, lo ricordo, in cui gran parte dei media italiani si inchinava dinanzi al Messia Mario Draghi.
Ovviamente quella lista dei “putiniani” era una bufala! Oggi sul Fatto Quotidiano: “La prima sezione del Tribunale di Milano ha condannato i giornalisti del Corriere della Sera a risarcire quasi 30mila euro al professor Alessandro Orsini che nel giugno del 2022 fu additato dal quotidiano di essere una sorta di cospirazionista filorusso. In attesa di eventuali ricorsi, c’è un primo verdetto: era diffamazione”.
In Italia molto spesso si è denunciata la propaganda russa. Ancora oggi lo si fa. Un senatore della Repubblica ha addirittura chiesto una “verifica” su di me, “approfondita degli organi preposti alla sicurezza dello Stato”.
Chiunque chieda un approccio diverso alla guerra viene additato come filorusso o filoputiniano. In Italia non c’è alcuna propaganda russa, bensì vi è la propaganda della Casa Bianca e soprattutto quella sionista! Non a caso l’Agenzia di comunicazione dello Stato terrorista di Israele ha finanziato campagne su Google e su YouTube rivolte direttamente ai cittadini italiani per far loro cambiare idea sul genocidio a Gaza. È lo stesso che stanno facendo oggi negli Stati Uniti, dove lo Stato terrorista di Israele ha messo sul tavolo 50 milioni per una vera e propria campagna di propaganda (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi qui su Scomode Verità), coinvolgendo influencer ed ex consulenti di Trump per far cambiare idea all’opinione pubblica statunitense sul conflitto in Iran.
Ma della propaganda sionista non frega niente a nessuno. Si denuncia una propaganda che non esiste per rafforzare la propaganda europea sulla guerra in Ucraina. Ma non si muove un dito contro quella che esiste davvero e che è ampiamente dimostrata: quella sionista.
Alessandro Di Battista



