Le celebrazioni di Piazza Tienanmen in ricordo del più o meno improbabile concorso di Pechino alla vittoria sul nazifascismo e soprattutto la parata militare cambiano la percezione del continente asiatico. Possiamo definirla una parata contro l’ Occidente. La Cina circondata dai suoi cortigiani si pone come alternativa al mondo occidentale e per meglio farlo capire , mette in campo un armamentario mai visto in precedenza. Emerge in modo inequivocabile una volontĆ di super potenza non solo economica, ma anche militare. Putin ha capito che ha finito di dare le carte, di dettare le regole del gioco: gli sviluppi del conflitto in Ucraina passeranno anche per Pechino. Il Presidente russo immagina per Xi Jinping il ruolo di pacificatore, almeno per adesso e non quello di fomentatore di guerre. L’ex Premier italiano Massimo D’ Alema , presente alla parata militare, ha detto che la Cina potrĆ dare ” un contributo alla pace e alla cooperazione tra i popoli”. Ma la storia si ripete, diceva Vico, e il mondo ha giĆ sperimentato scenari del genere, senza dimenticare il Vecchio adagio secondo il quale la storia la prima volta ĆØ tragedia, la seconda ĆØ farsa. Se si fa il confronto con le alleanze occidentali post belliche, la differenza con quanto avvenuto a Pechino, c’ ĆØ ed ĆØ forte . Allora nasceva un’ alleanza militare solida e potente sotto l’ ala protettrice americana, oggi la Nato esiste sƬ, ma con il partner più importante a mezzo servizio . Adesso si chiede all’ Europa di sbrigarsela da sola con Putin, senza sapere se gli americani, trumpiani, accorrerebbero in suo aiuto in caso di necessitĆ . Al momento sembra tutto illusorio. Che l’ Europa faccia da solo mi sembra una favola, l’ unico a crederci sembra Macron che ambisce a diventare il leader di un’ Europa smarcata dagli Usa . Ma oggi la Francia ĆØ dilaniata da una crisi economica e politica senza precedenti e non avrebbe i requisiti per esercitare una leadership in modo credibile. Molto più cauto il Cancelliere tedesco Mertz che sta attento a non inciampare . L’ Italia di Giorgia Meloni sembra abbracciare la tattica tedesca, prudente e guardinga. L’ Occidente di oggi non ĆØ quello del 1949, quando l’ Italia rientrò nei ranghi delle sue alleanze. Oggi ĆØ diviso e questo crea incertezze e lacerazioni. Al contrario gli avversari riuniti a Pechino sanno cosa vogliono e cosa desiderano eliminare.
L’ Occidente diviso e il ruolo dell’ Italia
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